Ogni anno in Italia circa 12mila persone perdono la vita a causa dell’antibiotico-resistenza. Un’emergenza sempre più rilevante, legata anche all’uso improprio o eccessivo degli antibiotici: medicinali preziosi che, se assunti quando non servono o in modo scorretto, rischiano progressivamente di perdere efficacia.
L’antibiotico-resistenza non riguarda soltanto l’ambito medico, ma coinvolge salute umana, animale e ambiente. Per questo il progetto di sensibilizzazione si inserisce nella prospettiva della salute circolare e dell’approccio One Health, che mette in relazione prevenzione, appropriatezza terapeutica, igiene quotidiana e tutela dell’ecosistema.
Il primo consiglio è fondamentale: gli antibiotici non devono essere assunti senza prescrizione medica. Febbre, tosse, raffreddore, naso che cola e starnuti possono avere cause diverse. Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni virali o reazioni allergiche, condizioni sulle quali questi medicinali non hanno alcun effetto. Prenderli “per sicurezza” o utilizzare quelli avanzati da una precedente terapia è inutile e può favorire lo sviluppo di batteri resistenti. Altrettanto importante è seguire con precisione la cura prescritta. Se il medico indica un antibiotico, bisogna rispettare dosi, orari e durata del trattamento. Interrompere la terapia appena ci si sente meglio può ridurne l’efficacia e contribuire alla comparsa di resistenze.
La prevenzione passa anche da gesti come il lavaggio delle mani. I microbi si trasmettono facilmente attraverso il contatto con superfici, oggetti, ambienti pubblici e altre persone. Lavarsi le mani più volte al giorno, soprattutto prima dei pasti, dopo l’uso dei mezzi pubblici o dopo aver frequentato luoghi affollati, aiuta a ridurre il rischio di infezioni e, di conseguenza, il ricorso agli antibiotici. Le soluzioni idroalcoliche rappresentano invece un valido supporto quando non è possibile lavarle.
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda lo smaltimento dei medicinali. Antibiotici scaduti o non utilizzati non vanno gettati nei rifiuti domestici né versati nel lavandino o negli scarichi. Sono rifiuti speciali e, se dispersi nell’ambiente, possono contribuire alla contaminazione dell’ecosistema e allo sviluppo dell’antibiotico-resistenza.
La farmacia resta il punto di riferimento per sapere come comportarsi. Riportare i prodotti scaduti o inutilizzati consente di smaltirli in sicurezza e rappresenta un gesto concreto di responsabilità verso l’ambiente e la comunità.
Il progetto “L’antibiotico si cura” prevede anche percorsi di formazione per medici, farmacisti e veterinari, oltre a una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini. La piattaforma digitale antibioticosicura.it raccoglie materiali informativi, strumenti operativi e contenuti utili per approfondire il tema. L’efficacia degli antibiotici è un bene comune: conservarla dipende anche dai comportamenti di ciascuno.
























