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CRONACA | 19 aprile 2026, 09:40

Truffe agli anziani, inseguimento e arresto nel Biellese: recuperata la fede nuziale rubata FOTO

Carabinieri interrompono la "Truffa del finto maresciallo". Due arresti dopo un inseguimento

L’attività di controllo del territorio e la costante analisi dei fenomeni criminali ai danni delle fasce deboli hanno permesso ai Carabinieri della Compagnia di Cossato di arrestare, nel pomeriggio di ieri 18 aprile 2026, due soggetti residenti nel casertano, colti in flagranza di reato subito dopo aver messo a segno un’odiosa truffa ai danni di un anziano di 84 anni.

I Carabinieri erano alla ricerca dei due già dal giorno prima, dopo la denuncia presentata da una donna di 88 anni di Vallanzengo, caduta vittima del tranello del "finto Maresciallo", un sedicente appartenente all'Arma che l’aveva contattata telefonicamente convincendola che un suo familiare fosse in stato di fermo e che, per evitarne la carcerazione, fosse necessario consegnare denaro e gioielli a un "perito". La donna, spaventata, era purtroppo caduta nella trappola ed aveva consegnato ad un uomo presentatosi poco dopo presso la sua abitazione circa 11.000 euro. L’analisi di tutte le immagini di videosorveglianza disponibili ed alcune testimonianze avevano permesso di raccogliere un identikit del sospettato e soprattutto il modello e targa utilizzato dai delinquenti, una Fiat 600 azzurra.

La descrizione e targa dell’auto erano stati quindi diramati dalla Centrale Operativa a tutte le pattuglie in circuito finchè nel primo pomeriggio di ieri l’auto è stata vista transitare in zona Valdilana. In zona sono state fatte convergere quattro pattuglie, una l’ha agganciata ed iniziata a seguire, mentre veniva predisposto un posto di controllo in Frazione Giardino per fermarla. Il conducente dell’auto però anziché fermarsi ha accelerato dando vita a un pericoloso tentativo di fuga, fuggendo a forte velocità lungo la SP232 mettendo in pericolo gli automobilisti in transito, finchè dopo un paio di chilometri l’auto è stata circondata e bloccata. 

A bordo sono stati identificati due giovani, uno alla guida e l’altro che tentava di nascondersi sui sedili posteriori. Nascosti nell’auto oltre che in tasca ai due sono stati ritrovati una busta in tela grigia, riconosciuta come quella utilizzata dalla signora di Vallanzengo per consegnare il denaro nella truffa del giorno prima, oltre a quasi 4000 euro in contanti ed una fede in oro, sospetto provento di un ulteriore episodio di truffa. Infatti poco dopo alla Centrale Operativa è arrivata la telefonata di un uomo che segnalava che il padre era stato vittima di una truffa, perpetrato con lo stesso identico modus operandi da due presunti periti assicurativi.

L’anziano è stato quindi invitato in caserma ed ha descritto perfettamente sia i criminali che si erano presentati a casa sua che il denaro che aveva consegnato, di cui ricordava esattamente la suddivisione nei vari tagli. Ma soprattutto l’uomo diceva che del denaro non gli interessava nulla, era invece disperato per aver perso la propria fede nuziale, ricordo della moglie scomparsa, così uno dei militari ha preso dalla tasca la fede sequestrata ai truffatori e gli ha chiesto “era mica questa?”.  Tanta la sua sorpresa e commozione che è scoppiato a piangere e ha voluto stringere il Carabiniere in un abbraccio, scena che ha dimostrato ancora una volta quale sia il vero danno di questo odioso crimine, il danno agli affetti più cari di persone fragili. I due uomini, campani di 20 e 25, sono stati quindi arrestati per “resistenza a Pubblico Ufficiale” e “truffa aggravata in concorso” e come disposto dalla Procura della Repubblica di Biella trattenuti in camera di sicurezza del Comando per essere giudicati con rito direttissimo. 

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato, da ritenere innocente sino a condanna definitiva, potrà portare elementi a propria difesa nelle successive fasi processuali

c.s.cc, s.zo.

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