“Con questa celebrazione entriamo nel cuore del Triduo della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. Questa sera non ricordiamo solo un avvenimento del passato: entriamo in un gesto vivo, attuale. Anzitutto, Gesù si fa pane spezzato, si fa presenza concreta, nutrimento, amore che entra nella nostra vita e si consegna totalmente. Poi compie un gesto sorprendente: si alza da tavola, si cinge il grembiule e lava i piedi ai discepoli. Questi due gesti non si possono separare”. Queste le parole del vescovo di Biella Roberto Farinella, pronunciate nella serata di ieri, 2 aprile, in occasione della Santa Messa solenne in “Coena Domini” (Cena del Signore), tenutasi in Duomo, alla presenza di molti fedeli.
“L’Eucaristia diventa vera quando la celebriamo in sua memoria e la traduciamo in servizio – sottolinea Monsignor Farinella - Non basta ricevere il Corpo di Cristo se poi non diventiamo corpo donato per gli altri. L’Eucaristia ci forma a uno stile di vita: quello di Gesù. Uno stile che non cerca il primo posto, non mette sé stesso al centro, ma si china, si sporca le mani, si prende cura. E questo vale in modo speciale per i giovani: in un mondo che spinge ad apparire, emergere, vincere, Gesù indica un’altra strada: quella del servizio, dell’umiltà, dell’amore concreto. Amare, per Gesù, non è un sentimento: è una scelta, un gesto, un impegno quotidiano. Come faranno tra poco i giovani che riceveranno la lavanda dei piedi, rappresentanti di un’associazione impegnata nella carità sociale”.
“Lasciamoci provocare da una domanda semplice e scomoda – evidenzia - Chi sono i ‘piedi’ che non voglio lavare? Chi è la persona che faccio fatica ad accogliere, amare, servire? È lì che passa il Vangelo. È lì che l’Eucaristia diventa vita. Chiediamo al Signore, in questa notte santa, di imparare da Lui a spezzare la nostra vita come pane e a chinarci con umiltà per servire i fratelli. Perché l’Eucaristia si comprende davvero solo quando diventa servizio per amore”.

























