283 giorni, nove mesi: è il tempo che separa un ricovero da un ritorno in uniforme, un arco di tempo in cui si concentrano diagnosi, terapia e ricostruzione di una quotidianità profondamente cambiata.
Il 25 maggio 2025 Fabio Rotolo, comandante della stazione Carabinieri di Crevacuore, entra all’ospedale civile Giuseppe Mazzini di Teramo per una sospetta sclerosi multipla. Il 31 maggio viene dimesso, ma senza una diagnosi definitiva, che arriva solo il 12 giugno, quando il sospetto si trasforma in realtà. Pochi giorni dopo, il 25 giugno, inizia la terapia con la prima infusione: da quel momento prende forma un percorso che ridefinisce abitudini, tempi e prospettive, senza però modificare l’obiettivo, che resta saldo.
Le giornate assumono un nuovo ritmo, scandito da disciplina e costanza: sveglia presto al mattino, allenamenti, visite specialistiche, fisioterapia. Un cammino impegnativo, affrontato senza arretrare. La malattia impone una prova dura, ma non scalfisce principi, valori e senso del dovere, che restano punti fermi anche durante il ricovero e nei mesi della convalescenza. La paura non viene negata, ma ad essa corrisponde la voglia di rimboccarsi le maniche e affrontare sacrifici, mantenendo equilibrio e determinazione.
Dopo 283 giorni, arriva il ritorno in uniforme. Un passaggio che segna una ripartenza costruita giorno dopo giorno, senza perdere fiducia, coraggio e senso di appartenenza. A restare immutato è il significato di una scelta e di un’identità: "Sempre dalla stessa parte. Fedele nei secoli".
























