Confindustria esprime fortissima preoccupazione per le misure contenute nel decreto fiscale pubblicato venerdì in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, intervenendo retroattivamente sul credito d’imposta 5.0, introduce un taglio del 65% dell’agevolazione per le imprese che avevano effettuato la prenotazione tra il 7 e il 27 novembre 2025 e esclude gli investimenti in fonti rinnovabili, in particolare gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti al registro ENEA, per i quali le imprese avevano già sostenuto impegni rilevanti.
“Il decreto Fiscalità introduce misure che consideriamo inaccettabili per il nostro sistema produttivo - afferma il presidente dell'Unione Industriale Biellese, Paolo Barberis Canonico -. Il taglio del 65% del credito d’imposta 5.0 e l’esclusione degli investimenti nel fotovoltaico ad alta efficienza, acquistati dalle imprese sulla base delle indicazioni fornite e delle rassicurazioni ricevute, rappresentano una decisione ingiustificabile e con effetti pesantemente retroattivi, che mette in seria difficoltà le aziende e mina profondamente la fiducia necessaria per investire. Queste scelte, infatti, non solo incidono sulla liquidità delle imprese che hanno già sostenuto investimenti significativi, ma minano anche il principio del legittimo affidamento e la stabilità del quadro regolatorio, elementi indispensabili per programmare nuovi interventi e continuare a innovare".
Secondo quanto affermato dal ministro Giancarlo Giorgetti a Cernobbio, dopo il taglio stabilito e i 537 milioni destinati alla Transizione 5.0, resterebbero 763 milioni per misure a favore delle imprese in base alla legge di Bilancio, che andrebbero destinate o agli "esodati", o alle aziende energivore, o per le accise. "Apprendiamo con grande preoccupazione anche l'assenza di risorse destinate alle imprese “esodate” del piano Transizione 5.0 - prosegue il presidente dell'Uib -. Parliamo di realtà che hanno agito nel rispetto delle regole e delle tempistiche previste e che ora rischiano di essere penalizzate senza alcuna responsabilità. È una situazione che non può essere ignorata né rinviata: serve una risposta immediata e coerente con gli impegni assunti".
Riprendendo le parole del presidente Emanuele Orsini, Barberis Canonico conclude: "Come Sistema Confindustriale chiediamo che venga aperto con urgenza un tavolo di confronto con il Governo per ripristinare condizioni chiare, affidabili e rispettose degli accordi. La fiducia tra istituzioni e imprese è un bene prezioso: se viene incrinata, si compromette la capacità del nostro Paese di attrarre investimenti, sostenere la transizione energetica e garantire competitività al tessuto industriale. Oggi più che mai servono coerenza, responsabilità e una visione di lungo periodo. Le imprese di Biella e dell’intera Nazione meritano certezza, non cambi di rotta improvvisi.”
























