Oggi, a Filadelfia, negli USA, si celebrano i funerali dell’imprenditore Denys Rawson, figura molto nota nel Biellese, la cui storia si intreccia profondamente con le sfide e le trasformazioni dell’industria tessile biellese degli anni settanta. Nato in Australia nel 1932, muove i primi passi nel mondo della lana a soli sedici anni, iniziando come semplice addetto di magazzino. È l’inizio di un percorso costruito con tenacia e coraggio imprenditoriale, che lo porterà a emergere rapidamente nel settore.
Negli anni diventa agente commerciale per l’esportazione delle lane australiane verso l’Italia e, nel 1964, viene inviato a Biella, cuore pulsante dell’industria laniera, dove la sua storia professionale trova una nuova e decisiva svolta. A Biella, senza conoscenze e senza neppure padroneggiare la lingua italiana, prende in affitto una camera in una pensione del quartiere popolare di Riva abitato da operai tessili, scegliendo di vivere a stretto contatto con loro. È lì che apprende le rigide regole del lavoro tessile e le diverse fasi della lavorazione della lana, dalla materia grezza fino alla finitura, arrivando persino a masticare il dialetto biellese, forse imparato - a suo dire - prima ancora dell’italiano. L’incontro con gli imprenditori locali, destinato a trasformarsi in durature amicizie, lo convince a mettere radici a Biella prima come agente in proprio e poi come imprenditore fondando la ditta R&M specializzata nella pettinatura delle lane.
Una decisione che segna anche la sua vita privata e porterà la fidanza Prudence, infermiera australiana conosciuta pochi anni prima, a sposarlo e seguirlo in Italia. A Biella formeranno una numerosa famiglia: Peter, Dominic, Stephen, Matthew, Elena, Mark. Sono gli anni del boom economico del Biellese, delle grandi aziende cosi delle tante piccole e medie imprese e la storia di Rawson, sempre in viaggio tra Biella, Prato, Londra e Perth, si intreccia con quella di molti protagonisti del tessile. Amava ricordare, negli anni, come di quel mondo avesse assorbito e apprezzato il culto del lavoro, vissuto nell’ asprezza delle montagne biellesi come una vera vocazione e una missione di vita. Gli anni settanta a Biella sono anche gli anni felici di una coppia, unita dalla fede e dalla passione per lo sport, che costruisce la propria vita come tante altre famiglie allora: con i bambini che imparano a sciare nei prati di Oropa, e poi cimentarsi nelle gare sulle ripide discese del Busancano allora ancora protetto da solide reti, tra gite in Burcina, estati in Sardegna, amicizie a San Cassiano e giorni scolastici alla De Amicis e all’Istituto Lamarmora.
Poi nel 1977, grazie anche alle intuizioni degli amici Giulio Bertrand ed Erminio Falco, figure di spicco dell’industria biellese, Rawson matura la decisione di orientare la sua attività verso il settore del riciclo delle fibre plastiche. Una scelta imprenditoriale radicale, accompagnata da un altrettanto coraggioso passo familiare: trasferirsi negli Stati Uniti per affrontare una nuova sfida professionale e umana. A Filadelfia, la ditta R&M - nata a Biella e tutt’ora operativa - diventa pioniera nel commercio del riciclo delle fibre sintetiche, servendo mercati in tutto il mondo. Fino alla sua scomparsa, Rawson mantiene il timone dell’azienda a conduzione familiare, affiancato dai figli Dominic e Stephen, mentre R&M continua tutt’ora a collaborare con varie imprese biellesi.
Ma Biella rimane nel suo cuore, un legame affettivo ulteriormente rafforzato dal matrimonio del figlio Stephen con Stefania, biellese figlia dell’architetto Gian Paolo Varnero, celebrato al Santuario di Oropa. Rawson, profondamente legato alla Madonna d’Oropa e sostenuto da una devozione vissuta nella preghiera e nella partecipazione quotidiana alla messa, non mancherà mai di tornare ogni anno a Biella con la moglie sempre intrecciando gli impegni di lavoro con la tradizionale visita alla Madonna Nera. A Biella Rawson lascia amicizie profonde e il ricordo indelebile di un’esistenza straordinaria, guidata da integrità morale, coraggio e lungimiranza imprenditoriale: un uomo capace di anticipare le sfide del mercato e di trasformarle in opportunità senza mai sacrificare i profondi valori etici che hanno guidato ogni sua scelta di vita.
























