Nella 2E del Liceo Sella, indirizzo Linguistico, di Biella, mercoledì 7 gennaio sono riprese le lezioni dopo le vacanze di Natale, come nelle scuole del resto d’Italia. Un banco, però, era vuoto: quello di Elsa Rubino, la giovane biellese rimasta gravemente ustionata in Svizzera nella tragedia di Crans-Montana nella notte di Capodanno, ancora ricoverata a Zurigo.
Oltre al minuto di silenzio osservato in tutti gli istituti italiani, come richiesto dal ministro Valditara in segno di vicinanza ai ragazzi coinvolti nella tragedia, il preside Gianluca Spagnolo ha incontrato i compagni di classe di Elsa.
“È stato un rientro doloroso per tutti noi – spiega il dirigente –. Ho già preso contatti con l’associazione EMDR, specializzata nel supporto psicologico a vittime, familiari, sopravvissuti e professionisti coinvolti in eventi traumatici. È la stessa associazione intervenuta nella scuola di Milano frequentata da alcuni ragazzi che purtroppo non ce l’hanno fatta. Ho ricevuto subito risposta: interverranno a breve. Quello che è accaduto è un fatto grave; i ragazzi della sua classe hanno bisogno di aiuto, sono provati. Il sostegno sarà offerto anche a chi non è in classe con Elsa ma la conosce. Non possiamo lasciare soli i ragazzi in questo momento”.
Insieme a Paola Sosso, professoressa coordinatrice della classe, il dirigente ha già adottato alcuni provvedimenti. “Nella 2E abbiamo apportato piccoli cambiamenti che speriamo possano aiutare gli studenti – prosegue il preside –. E' una classe piccola, sono in 15, in 14 in questi giorni. Abbiamo apportato alcune modifiche all’orario e abbiamo cambiato la disposizione dei banchi: non più in file, ma in cerchio, affinché nessun allievo dia le spalle a un altro. L’obiettivo è creare un gruppo che si senta unito, favorire il confronto e invitare al dialogo. Per fortuna gli esiti del primo quadrimestre sono già stati definiti, quindi è possibile affrontare il programma con maggiore serenità”.
























