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COSTUME E SOCIETÀ | 25 dicembre 2025, 06:50

Il 2026 che verrà, le riflessioni di Lama Paljin Tulku Rinpoce: “Auguro a tutti di ritrovare la serenità” VIDEO

E aggiunge: “Essere sereni significa appunto essere contenti di ciò che siamo e di come viviamo evitando pensieri, parole e azioni che smininuiscono e danneggiano le persone che ci circondano”.

Il 2026 che verrà, le riflessioni di Lama Paljin Tulku Rinpoce: “Auguro a tutti di ritrovare la serenità”

Il 2026 che verrà, le riflessioni di Lama Paljin Tulku Rinpoce: “Auguro a tutti di ritrovare la serenità”

“Le festività di questi giorni possono essere la giusta occasione per riflettere costruttivamente sul nostro futuro. Vorrei augurare a tutti di ritrovare la serenità”. Queste le parole di Lama Paljin Tulku Rinpoce. 

E aggiunge: “Non è facile guardare al futuro quando il mondo è scosso da venti di guerra e le bandiere di un soffuso malessere sventolano sui tetti delle nostre case. L'anno che si sta chiudendo si è svolto all'insegna delle difficoltà, della paura e delle incertezze. La stessa parola pace sembra aver perso il suo pregnante significato lasciando il passo alla sfiducia. Oggi viviamo in un'epoca di degenerazione: siamo disorientati, diventa più facile nascondere i nostri tormenti privilegiando l'apparire a svantaggio dell'essere e ci abbandoniamo al consumismo, anche oltre i limiti della nostre possibilità. Cerchiamo l'illusoria felicità delle emozioni forti ma abbiamo perso di vista la semplicità”. 

Da qui occorre ritrovare la serenità perduta. “Intesa – sottolinea – come assenza di turbamenti interiori, purezza di spirito, tranquillità, oltre a nascere dall'armonia in famiglia e dalla pace interiore di ognuno. Essere sereni significa appunto essere contenti di ciò che siamo e di come viviamo evitando pensieri, parole e azioni che sminuiscono e danneggiano le persone che ci circondano”. 

Per il Lama Paljin Tulku Rinpoce nel 2026 diventerà necessario “rinnovare il nostro modo di vivere, dovremo guardarci dentro senza cercare altrove le ragioni del nostro disagio ed essere responsabili dei nostri comportamenti. È il momento di tirare fuori il nostro orgoglio e talento. Auguro a tutti il coraggio e lo sforzo per liberarsi dalle zavorre dell'egoismo e di rinfocolare quel calore umano che si sta affievolendo rendendoci più vulnerabili nella vita e negli affetti. Da qui il mio invito: nell'anno che verrà possa ognuno di noi ritrovare la via della serenità”. 

g. c.

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