La mobilità elettrica è ormai parte integrante della quotidianità urbana. Monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita hanno modificato le abitudini di spostamento, offrendo soluzioni più sostenibili, pratiche e veloci, spesso preferite dai giovani e lavoratori che si spostano per le consegne. Ai benefici ambientali, la maggior agilità e la potenziale riduzione del traffico, oltre che dell'inquinamento, si affianca un fenomeno che non intende ridursi: l'uso improprio che trasforma le opportunità in rischio per la sicurezza stradale, anche nel Biellese.
Sul territorio si registrano numerosi episodi di cronaca, oltre a numerosissime segnalazioni di mezzi truccati o utilizzati in modo sconsiderato. Velocità eccessiva, scarsa attenzione al contesto urbano e la scarsa visibilità li rendono particolarmente pericolosi. Solo nel 2025, nell'area biellese si sono verificati diversi incidenti che hanno coinvolto monopattini e biciclette elettriche: scontri con automobili, urti contro veicoli in sosta e cadute che hanno richiesto l’intervento dei soccorsi. In alcuni casi i conducenti sono rimasti feriti e trasportati in ospedale, in altri sono emerse violazioni gravi come la guida in stato di ebbrezza o danneggiamenti.
Un altro fenomeno è relativo ai mezzi manomessi, spesso ripresi dai cittadini. Biciclette elettriche che procedono senza alcuna pedalata o affrontano salite e tratti urbani a velocità incompatibili con i limiti previsti. Allo stesso modo, monopattini con limitatori rimossi sono in grado di raggiungere velocità ben superiori a quelle consentite dalla legge.
Il quadro normativo italiano che regola la circolazione di monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita è definito e articolato, ma nella pratica viene frequentemente ignorato. I monopattini elettrici possono circolare esclusivamente sulle strade urbane con limite di velocità non superiore ai 50 chilometri orari e devono rispettare una velocità massima di 20 km/h, che scende a 6 km/h nelle aree pedonali. È vietata la circolazione su marciapiedi e strade extraurbane. I conducenti devono essere coperti da assicurazione per la responsabilità civile, il mezzo deve essere dotato di un contrassegno identificativo e dispositivi di sicurezza come luci anteriori e posteriori, catadiottri, segnalatore acustico e indicatori di direzione. L’uso del casco è obbligatorio per tutti e resta vietato trasportare passeggeri, animali o oggetti ingombranti.
Per quanto riguarda le biciclette a pedalata assistita, la normativa europea e nazionale stabilisce che possano essere considerate a tutti gli effetti biciclette solo se il motore elettrico ha una potenza massima di 250 watt, se l’assistenza entra in funzione esclusivamente durante la pedalata e se si interrompe automaticamente al raggiungimento dei 25 km/h. In assenza anche di uno solo di questi requisiti, il mezzo non rientra più nella categoria delle biciclette ma viene equiparato a un ciclomotore, con l’obbligo di omologazione, immatricolazione, targa e copertura assicurativa.
Nonostante la normativa la percezione diffusa è che i controlli sul territorio siano ancora troppo limitati. A Biella, come emerge dai dati relativi al bike sharing, i mezzi elettrici (monopattini compresi) costituiscono un importante supporto a tutti coloro che non possiedono un mezzo proprio e hanno l'esigenza di spostarsi. I giovani beneficiano dell'autonomia limitata del trasporto pubblico dei piccoli paesi e i vantaggi non sono certo trascurabili. A trasformarli in un pericolo è invece l’uso distorto che se ne fa: velocità eccessive, mezzi modificati, mancanza di dispositivi di sicurezza e comportamenti imprudenti. Chissà che, prima o poi, si possa intervenire.























