/ Benessere e Salute

Benessere e Salute | 28 luglio 2025, 19:30

Giornata Mondiale contro l’Epatite C, all’ASL di Biella test rapidi gratuiti e attività di sensibilizzazione

Il 30 luglio, nell’Atrio dell’Ospedale di Biella, test rapidi gratuiti per l’epatite C aperto a tutti.

asl biella

Giornata Mondiale contro l’Epatite C, all’ASL di Biella test rapidi gratuiti e attività di sensibilizzazione

In occasione della Giornata Mondiale dell'Epatite, l'ASL Biella partecipa attivamente alla campagna di prevenzione e sensibilizzazione promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso una serie di iniziative rivolte alla popolazione. Mercoledì 30 luglio, dalle ore 9 alle 12, presso lo stand allestito nell'Atrio dell'Ospedale, sarà possibile effettuare gratuitamente il test rapido di screening per l'epatite C.

L'obiettivo è di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della diagnosi precoce e della prevenzione. Il test è accessibile a tutti ed è gratuito, senza necessità di prenotazione o impegnativa medica. Dal 2020, Il Ministero della Salute ha avviato un programma nazionale di screening gratuito per l’epatite C e promosso dalla Regione Piemonte, rivolto alla popolazione generale nata tra il 1969 e il 1989, che comprende circa 18 milioni di persone. Oltre alla fascia anagrafica indicata, lo screening è esteso anche a categorie a rischio, come le persone con problemi di tossicodipendenza e coloro che si trovano in regime detentivo, gruppi in cui la diffusione del virus è statisticamente più elevata. Nell’ambito dell’Asl di Biella è sempre possibile effettuare il test di screening presso i centri prelievi di Biella e Cossato.

Da luglio 2022 ad oggi sono stati effettuati circa 3.000 test di screening, a testimonianza dell’impegno costante nella prevenzione e nella diagnosi precoce dell’epatite C sul territorio. Il percorso di screening è inoltre accompagnato da interventi di counselling informativo, rivolti sia ai pazienti positivi che a quelli negativi, per fornire indicazioni sulle modalità di trasmissione del virus e sulle possibili complicanze legate all’infezione da HCV. Nell’ambito dell’applicazione delle indicazioni derivanti dal progetto nazionale di screening, i pazienti in carico presso la Struttura Complessa Servizio per le Dipendenze – Ser.D dell’ASL BIELLA diretta dal Dr Lorenzo Somaini, direttore del Dipartimento Strutturale Transmurale di Patologia delle Dipendenze e Direttore della Struttura Complessa (SC) SER.D, vengono sottoposti a test rapido per la ricerca degli anticorpi HCV mediante fingerstick, vale a dire tramite la sola puntura di un polpastrello per il prelievo di sangue capillare.

L’epatite virale, in particolare l’epatite C, rappresenta una delle principali cause di morte a livello globale. Secondo i dati dell’OMS, 1,3 milioni di persone muoiono ogni anno per complicanze legate all’infezione, come cirrosi epatica e tumore al fegato. Ogni giorno si registrano circa 8.000 nuove infezioni da epatite B e C. La malattia ha spesso un decorso asintomatico, il che rende difficile una diagnosi precoce. Tuttavia, diagnosticare l’epatite C per tempo è fondamentale, perché oggi sono disponibili farmaci antivirali diretti (DAAs) che permettono la guarigione completa dell’infezione in oltre il 95% dei casi, senza effetti collaterali significativi. Il virus dell’epatite C (HCV) si trasmette principalmente per via ematica, ovvero attraverso il contatto con sangue infetto. Le modalità di contagio sono cambiate nel tempo, seguendo l’evoluzione delle pratiche mediche e dei contesti sanitari e sociali. In passato, il principale fattore di rischio era rappresentato dalle trasfusioni di emoderivati prima dell’introduzione, a metà degli anni Ottanta, dello screening per l’epatite non-A non-B, e successivamente, nel 1990, del test per gli anticorpi anti-HCV.

Oggi, la principale via di trasmissione è legata all’uso di droghe per via iniettiva, con la condivisione di siringhe o aghi contaminati. Tuttavia, esistono anche altre modalità di contagio: trasmissione verticale (da madre a figlio durante il parto); contatto accidentale con strumenti medici o oggetti contaminati; condivisione di articoli personali (rasoi, spazzolini, strumenti per manicure o pedicure; tatuaggi o body piercing eseguiti senza adeguate misure di sterilizzazione rappresentano un potenziale rischio. Uno dei maggiori ostacoli all’eliminazione dell’HCV è la natura subdola dell’infezione, che spesso decorre senza sintomi evidenti fino a quando non compaiono danni epatici di grado moderato o severo. Questo comporta che molte persone ignorino di essere infette, con il rischio non solo di trasmettere inconsapevolmente il virus ad altri, ma anche di sviluppare complicanze croniche a lungo termine.

c. s. ASL Biella g. c.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore