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Benessere e Salute | 29 febbraio 2024, 06:50

Giovani e sostanze stupefacenti, Somaini del SerD di Biella: “Nell'adolescenza il cervello è più vulnerabile"

“Nel 2023, il 6,7% dei soggetti in carico presso il SerD è stato rappresentato dall’utenza under 24"

Giovani e sostanze stupefacenti, Somaini del SerD di Biella: “Nell'adolescenza il cervello è più vulnerabile"

Giovani e sostanze stupefacenti, Somaini del SerD di Biella: “Nell'adolescenza il cervello è più vulnerabile"

La Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza rileva che, nonostante l’uso di sostanze stupefacenti sia in costante aumento tra gli adolescenti, i servizi pubblici hanno difficoltà ad intercettare questo fenomeno, che risulta dunque sempre più sommerso. Motivo? L’accesso alle varie sostanze si è estremamente diversificato e semplificato diventando sempre più capillare sul territorio, con costi delle droghe sempre più bassi; non solo: dall’inizio della pandemia COVID-19, si è incrementata anche una nuova forma di approvvigionamento, attraverso il dark e deep web, rendendo più accessibili tali offerte anche per gli adolescenti.

Per quanto riguarda Biella? “Nel 2023, il 6,7% dei soggetti in carico presso il SerD è stato rappresentato dall’utenza under 24 – spiega Lorenzo Somaini, direttore del SerD di Biella - . Rispetto alle sostanze illegali, tra gli adolescenti, il 45% è in carico per uso di THC, con un’età maggiormente rappresentata al di sotto dei 20 anni, il resto per oppiacei (circa il 31%) e cocaina/crack (circa 12%), con un’età maggiormente rappresentata dai 20 anni. Poche sono le richieste di prese in carico per altre sostanze stimolanti, o allucinogeni, o NPS. Tale dato, pur essendo in contrapposizione con quanto emerso dalla Relazione Annuale al Parlamento, è tuttavia in linea con quanto evidenziato negli altri Servizi per Dipendenze a livello italiano. Probabilmente è legato da un lato alla scarsa problematizzazione dell’uso da parte dell’utenza, che viene inteso come uso ricreativo, con una sottovalutazione delle conseguenze in acuto e del rischio di sviluppare dipendenza, dall’altro alla difficoltà dei servizi di individuare tutte le nuove sostanze psicoattive in commercio”.

La popolazione under 20 difficilmente accede ai servizi e, anche quando ciò avviene, la richiesta d’aiuto non è quasi mai volontaria ma è legata ad invii istituzionali o dei familiari. Tale difficoltà di accesso è legata da un lato al timore dello stigma, dall’altro alla difficoltà ad identificarsi con l’immagine stereotipata del tossicodipendente. Per tale motivo è fondamentale offrire agli adolescenti la possibilità di accedere ad uno spazio diversificato.

Per quale motivo un giovane dovrebbe avvicinarsi ad una sostanza? “I motivi sono vari – spiega il dottor Somaini - .Partiamo dal presupposto che il cervello di un adolescente, per caratteristiche fisiologiche legate al neurosviluppo, è ancora “in costruzione”, questo vuol dire che alcune parti in particolare quelle deputate, ad esempio, al pensiero critico, al giudizio, alla valutazione delle conseguenze, alla pianificazione, alla capacità di prendere decisioni ponderate, sono ancora immature. Dall’altro lato, proprio la maturazione che il cervello ha nel corso dell’adolescenza, lo rende maggiormente vulnerabile agli effetti negativi di eventi traumatici o di fattori tossici, come le sostanze. Un giovane può inoltre avvicinarsi e legarsi ad una sostanza per la tendenza ad omologarsi con il gruppo dei pari, per autogestire la disregolazione emotiva tipica dell’età, oppure come autoterapia in caso di ansia, fobia sociale, depressione”.

Quale è il ruolo della famiglia? “La famiglia ha sempre un ruolo cruciale, anche se a volte è difficile riconoscere alcuni comportamenti. Sicuramente mantenere un dialogo aperto con i propri figli, evitando pregiudizi, consente di entrare più facilmente in relazione con loro. Proprio alla luce delle difficoltà che un genitore può incontrare quando sospetta l’uso di qualche sostanza stupefacente da parte del figlio o della figlia, il SerD di Biella offre consulenze alle famiglie al fine di aiutare i genitori ad accompagnare il proprio figlio o la propria figlia nel modo più consapevole possibile presso il servizio specialistico, se necessario. Con un’equipe dedicata all’accoglienza degli under 24, si offre anche la possibilità di effettuare consulenze ad insegnanti, allenatori o altra figura che appartenga alla comunità educante”.

Per favorire un aggancio precoce, il SerD di Biella ha già attivato dei percorsi dedicati per gli under 24, consumatori di sostanze legali e illegali o con altri comportamenti a rischio di dipendenza, quali gaming, gambling, internet e altri strumenti digitali. Sta lavorando per dotarsi di una struttura esterna, non connotata, accogliente e attrattiva così da ridurre lo stigma e che sia riconosciuta dall’adolescente e dalle famiglie come uno spazio di ascolto alle proprie istanze. Nell’ultimo anno si è lavorato anche per implementare il lavoro di rete tra ASL e territorio, si sono portati avanti progetti di prevenzione in ambiente scolastico e si stanno progettando interventi di prevenzione in ambiente extrascolastico.

s.zo.

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