Quella che stiamo vivendo, è un'era del tutto rivoluzionaria per quando riguarda diversi ambiti nel comparto della “plastica” e, sicuramente, in assoluto uno dei più interessanti in termini di rivoluzione tecnologica e culturale.
“La plastica, come la conosciamo, non è biodegradabile per natura; non si scioglie in acqua ma è comunque riciclabile” spiega Filippo Russo, titolare dell’omonima azienda ‘Manifattura Russo Filippo’.
“Internet, social ed istituzioni spesso utilizzano slogan del tipo “to Abolish plastic” o “plastic free” creando pregiudizi e caos interpretativo in materia, oltretutto in un momento critico per l'economia. Sarebbe interessante sapere invece, che per produrre, ad esempio, una bottiglia in plastica, la richiesta in termini energetici è inferiore rispetto alla produzione in vetro. Lo stesso concetto vale per un sacchetto in plastica, rispetto a quello in carta”.
Non si pensa quanto, oggi, la plastica ricopra importanza nella vita quotidiana, nei trasporti intelligenti, nelle illuminazioni più efficienti, nelle sale operatorie, nella fabbricazione di protesi, ausili per analisi e strumenti medico-chirurgici, e ancora per cavi elettrici, rivestimenti nel settore aerospaziale, e così via. Da non dimenticare è l’industria del food e della grande distribuzione in cui, quello di plastica, è il prodotto di imballaggio più diffuso.
“È difficile immaginare un mondo senza plastica e chiunque creda in una facile sostituzione, si sbaglia."
La velocità con cui ci muoviamo ogni giorno richiede strumenti altrettanto rapidi; si pensi al trasporto aereo, agli smartphone ed alle proprietà di un imballo in plastica per conservare fragranza ed igienicità di un prodotto alimentare che arriva dall’altra parte del mondo.
“Questa tecnologia sembra essere destinata a segnare un'epoca, quella futura. È chiaro che, per forza di cose, non si devono tralasciare considerazioni in ambito ambientale soprattutto quando l’utilizzo del prodotto in plastica è giunto al termine. Ma la plastica non è nemica dell'ambiente: almeno la maggior parte di quella che proviamo nell’uso quotidiano, può essere riciclata. Per questo riciclare deve diventare la "parola d’ordine". E così come dichiarato dalla Commissione Europea, i rifiuti plastici (se così vogliamo chiamarli) rappresentano un’importante risorsa”.
“Se tutti i paesi adeguassero le normative e attuassero la cultura del riutilizzo e del riciclaggio – spiega Filippo – anche attraverso maggiori divulgazioni quali istituti professionali, università e social network, si potrebbero risparmiare milioni di euro l'anno. Si instaurerebbe una vera e propria filiera produttiva che va dalla raccolta, al recupero ed alla trasformazione in nuova materia, e quindi nuovi posti di lavoro. La nostra responsabilità civile e il nostro senso civico ci consentirebbero così di sfruttare sempre meno le risorse del nostro pianeta”.
È difficile immaginare di farne a meno, a patto che non si riesca a sostituirla del tutto con un analogo materiale biodegradabile a zero impatto ambientale. Nell'immediato non possiamo che affidarci allo sviluppo della circular economy, l'economia basata sul riciclo del prodotto al 100 per 100. Si tratta però di un cambiamento radicale ed è necessario riprogettare abitudini, cultura e sistema industriale.
“Le politiche nazionali di governance ambientali ricche di discipline giuridiche e teoriche non offrono sufficienti incentivi – conclude Filippo –. Spesso poco chiari, i concetti restrittivi rappresentano un ostacolo per la loro troppa teoricità e scarsa interazione con il concetto pratico di recupero ambientale. Bisogna puntare innanzitutto su semplificazioni e agevolazioni in materia fiscale”.
Manifattura Russo Filippo e il riciclo delle materie plastiche
“Per quanto concerne il nostro lavoro, oggi possiamo con orgoglio dimostrare un’eccellenza del territorio ed un modello di economia in grado di “rigenerarsi” nella crescita con innovazione.
Dalla progettazione della raccolta del rifiuto plastico, al riciclo ed alla rispettiva distribuzione dei nuovi tecnopolimeri riciclati, l'industria ha oggi polimeri ecosostenibili con risultati vantaggiosi in termini economici e di target innovativo”.
Nel corso degli ultimi anni, l’azienda ha investito molto nella ricerca, per poter operare su tutto il territorio Europeo.
I polimeri di origine vegetale stanno assumendo applicazioni di uso comune e questo rappresenta un progresso della scienza e dell’innovazione di settore.
È quindi facile affermare che la plastica “dalle mille sfaccettature” condizionerà il futuro dell’uomo proprio per le sue molteplici applicazioni. Tutto ciò, attraverso uno sviluppo controllato, una tecnologia posta al servizio dell'ambiente ed una scienza fondata sull'etica.































