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COSTUME E SOCIETÀ | 21 agosto 2016, 07:00

Edoardo Tiengo, "con le mani" e il volto di Zucchero FOTOGALLERY

L'artista biellese è il sosia del noto cantautore e musicista italiano. "Ho dovuto smettere di lavorare in tintoria nel 1993, ho partecipato al Karaoke di Fiorello e da quel momento ho cominciato a far serate. Non mi ritengo un imitatore, ho molto rispetto di lui e delle sue canzoni ma cerco di cantarle a modo mio". A Newsbiella parla del suo progetto sulla musica d'autore

Edoardo Tiengo, "con le mani" e il volto di Zucchero FOTOGALLERY

Il sosia è colui che presenta una somiglianza perfetta fisica, specialmente a livello del viso, con un'altra persona. Appena mostra foto del passato, recente e non, appare subito evidente che Edoardo Tiengo, 57enne biellese nativo di Porto Tolle, una caratteristica ben definita e probabilmente unica ce l'ha: la sua somiglianza con Zucchero, uno dei più grandi cantanti della musica italiana, che gli ha permesso di avere un pizzico di celebrità ma, soprattutto, di entrare nel mondo della canzone. Tutto è partito nel 1993: "Ero perito chimico tintore ma ho dovuto smettere per una malattia professionale che non mi consentiva di lavorare con certe sostanze. Non avevo mai cantato prima, mi è capitata l'occasione di partecipare al Karaoke in piazza a Casale Monferrato condotto da Fiorello. Pensavo che la mia 'carriera' fosse finita e invece ho cominciato a fare serate anche se non troppo convinto. Così ho deciso di farne un attività, una professione. Nel 1994 ero alla serata finale del Festival di Sanremo e tutti pensavano fossi Zucchero...".

La somiglianza lo ha aiutato molto, in diversi contesti: "A me lui piace molto, ho avuto anche il piacere di conoscerlo ed è una persona disponibilissima, un artista particolare e profondo conoscitore delle voglie e dei desideri delle persone. Con le sue canzoni riesce sempre a cogliere nel segno, è un illusionista delle parole. Ho trovato il suo ultimo album fantastico".

La più grande soddisfazione, però, è stato l'incontro con Mike Bongiorno, immortalato da una foto presente sul profilo Facebook di Tiengo: "Ero partito prevenuto - ammette - ma è stato umile e disponibile". Il sosia di Zucchero ha partecipato a tante trasmissioni televisive, dal 1994 al 2003. Un centinaio di presenze, comprese le ospitate radiofoniche, che lo hanno convinto a proseguire: "Una volta avevo anche una band e una mia strumentazione, ora ho le mie basi e lavoro ancora parecchio sugli eventi organizzati, le feste di paese e le convention. Ma vado per i 60 anni, quindi non tengo più i ritmi del passato. Anche se devo essere onesto, se sto facendo questa esperienza è grazie a Zucchero e ai suoi brani". Guai, però, a definirlo imitatore: "Mi definisco artista mestierante - spiega a Newsbiella - le sue canzoni cerco di farle mie, come tonalità e caratteristiche, ma senza stravolgerle. Nutro profondo rispetto verso di lui. Non mi è piaciuto invece l'ambiente dei sosia, ho assistito a delle cose che non mi sono piaciute e non lo nascondo. Io preferisco cantare senza playback e godermi la serata con le persone che mi vengono ad ascoltare". Recentemente è stato ospite a Cossato mentre sabato 27 agosto sarà a Gignod, in Valle d'Aosta, per presentare i successi del re italiano del blues, in particolare "Diamante, Così celeste e Baila, le canzoni preferite dal pubblico. La mia invece è Dune mosse".

Edoardo Tiengo non si limita a tutto ciò. Oltre ad essersi messo in proprio come consulente di multiutility, adora la canzone d'autore: "Voglio portare in giro un altro tipo di spettacolo dal titolo Così nacque la canzone italiana, che possa narrare la musica del nostro paese partendo dal dopoguerra, con particolare riferimento alla musica genovese. Mi ha sempre intrigato Luigi Tenco, i suoi testi riuscivano a portare la verità nelle canzoni". Così, insieme a un piccolo staff tra cui Iole Notarangelo, porta pagine di musica che vale la pena ascoltare: "Da 23 anni che canto Zucchero e ho pensato di coltivare quest'altra mia passione e di farla conoscere. Abbiamo iniziato in Valle d'Aosta, spero di poterlo fare anche nel biellese". 

l.l.

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