“Apertura e disponibilità” sono state le parole chiave della prima parte della festa diocesana delle famiglie in corso a Muzzano nella giornata speciale che verrà storicamente ricordata come la festa della fede dei 4 papi, ovvero dell'attuale e dell'emerito che hanno celebrato la santificazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II.
Una ventina di famiglie, tra quelle in formazione, le nuove con bimbi piccoli e le “vecchie” con figli grandi, hanno accolto l'invito della commissione diocesana e hanno partecipato alle varie attività della giornata a partire dalle foto ricordo su un vecchio carretto di legno. Per iniziare padre Fabio De Lorenzo ha proposto delle danze occitane, spiegando poi che nel ripetersi dei movimenti alternati tra uomini e donne stava la metafora della vita e che come diceva la serva di dio Madeleine Delbrel, la danza ci unisce e a quelli che sono in cielo e diventa danza dello spirito, partecipazione nell'ottava di pasqua alla festa del Risorto, nella comunione dei santi.
Ecco quindi, dopo l'invocazione allo Spirito Santo alla Madonna, la prima testimonianza. Luca Formaggio ha raccontato, dopo la visione di un video sulla comunità Giovanni XXIII, la sua esperienza con la moglie Anna di creazione di una casa famiglia: i due coniugi sono stati coinvolti dal figlio più grande Giorgio in un'esperienza che ha trasformato la loro vita: vivono in via Orfanotrofio in 10, accudendo ragazzi e bambini disabili affidati a loro,chi più o chi meno temporaneamente, chi probabilmente a vita come la piccola dolce Donata. L'invito dei due coniugi è quello di trasformare le famiglie cristiane in famiglie che con l'aiuto di Dio, si aprono e sono pronte ad aggiungere (più meno concretamente ) sempre un “posto a tavola” fino ad arrivare, come loro nel servizio agli ultimi a “conformarsi a Gesù” e a vivere ogni giorno confidando nella Provvidenza. ”E' liberatorio” ha concluso Luca. La sua testimonianza è stata inframmezzata dal momento, particolarmente coinvolgente, del collegamento con maxischermo con il Vaticano per il “Regina coeli” recitato da papa Francesco al termine della celebrazione per la canonizzazione dei due papi, i cui ritratti campeggiavano dalle finestre del palazzo apostolico, ma anche in riproduzioni varie tenute alte dai fedeli che gremivano piazza san Pietro e via della Conciliazione.
Particolarmente significativo poi l'abbraccio fraterno finale tra papa Bergoglio e l'emerito papa Ratzinger. A Muzzano l'incontro continua con il saluto del vescovo Mana e con altre testimonianze come quella di una famiglia che vive all'Arsenale della pace del Sermig di Torino.






















