Nella zona più occidentale della Valle Elvo, su un poggio che domina il Biellese e la pianura del Piemonte Occidentale, si trova il Bric Paglie. Situato sull’erbosa cresta che conduce al Mombarone, è riconoscibile grazie all’imponente ometto di pietra che lo contraddistingue, sul quale è posta la classica targhetta che indica il nome della località e l’altitudine, in questo caso di 1.859 metri. La particolarità di questo luogo risiede nella sua posizione: insieme al Poggio Frassati, i due poggi racchiudono la valle e si affacciano come vedette sulla pianura.
Raggiungere il Bric Paglie vuol dire affrontare una salita costante che si sviluppa in circa 830 metri di dislivello, più della metà di quello da percorrere per una gita alla Colma di Mombarone. I sentieri sono molteplici: è possibile risalire da San Carlo, scegliendo tra due varianti, oppure dai percorsi meno segnalati che transitano dalla Cascina Nicoletto e dall’Alpe Cavanna. Quello più noto è sicuramente il B7, che dal Colle di San Carlo (Graglia) risale il costone sud-est su un percorso sempre ben segnalato che richiede circa 2 ore di cammino. Dopo il bivio con il B4, il sentiero risale in un bosco che apre alcuni scorci sul Biellese e sul Santuario di Graglia, giungendo in seguito su vasti prati che conducono alla cresta.
Una possibile variante è quella che, recentemente ripristinata e risegnata, passa dal sentiero B4. Al bivio con il B7 si tiene la destra e si prosegue su strada sterrata fino al vicino Rifugio Alpe Pianetti (1.321 m), un rifugio ideale per una pausa rilassante, in cui è possibile assaporare una ricca varietà di piatti tipici biellesi. Dal retro della struttura si accede al sentiero B4b, che con una decisa risalita conduce in poco più di un’ora e mezza al Bric Paglie. Questo itinerario offre una visuale ravvicinata non solo della conca sottostante il Mombarone e la Punta Tre Vescovi, ma anche delle Salvine e degli alpeggi tipici situati sui pendii del Truc del Buscajun.
L’ascesa al Bric Paglie guida attraverso una natura selvaggia, in un angolo di mondo che, rimanendo fedele a se stesso, conserva un ambiente dal fascino incontaminato, tra distese di prati verdi e ampie e morbide creste. Sovente soffia una brezza alpina rigenerante che, nell’istante in cui sfiora l’erba e i pendii, ricrea un’atmosfera placida e armoniosa. In ogni stagione la zona sa offrire un paesaggio unico e immerso nel silenzio, specialmente nel mese di ottobre, quando l’ometto di pietra che contraddistingue il poggio sembra vegliare silenzioso su uno spettacolo che difficilmente si può dimenticare: il mare di nuvole.
































