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| 15 luglio 2026, 07:00

Ristrutturare casa: gli accorgimenti da seguire quando si interviene su avvolgibili e tapparelle

Ristrutturare casa: gli accorgimenti da seguire quando si interviene su avvolgibili e tapparelle

I lavori di ristrutturazione rappresentano un momento importante nella vita di un'abitazione, un'occasione in cui si rimette mano agli spazi per adeguarli a nuove esigenze, migliorarne il comfort e restituire valore all'immobile. Si tratta di un percorso fatto di interventi diversi che si susseguono secondo un ordine preciso, dalle opere strutturali agli impianti, dai rivestimenti fino alla sostituzione di porte e finestre, e ogni fase richiede attenzione perché le scelte compiute in un ambito si ripercuotono su quelle successive. È un impegno che coinvolge tempo e risorse, e proprio per questo vale la pena affrontarlo con una visione d'insieme, così da cogliere tutte le opportunità che il cantiere aperto mette a disposizione.

Tra gli interventi che si possono valutare in questa circostanza rientra anche la sostituzione di avvolgibili e tapparelle, un'operazione che si affianca con naturalezza al rinnovo dei serramenti e che spesso viene affrontata proprio in concomitanza con esso, permettendo di ottenere un risultato armonico.

Per capire come muoversi in questa fase ci siamo rivolti a DAKO, realtà nata nel 1994 dall'iniziativa dei fratelli Studziński e cresciuta negli anni fino a portare i propri prodotti in cinquantuno paesi, dove all'interno del suo stabilimento realizza avvolgibili e tapparelle per finestre altamente performanti, in un'ampia varietà di materiali e configurazioni.

Nel corso di una ristrutturazione, in che momento conviene occuparsi di avvolgibili e tapparelle?

Il momento giusto dipende dal tipo di soluzione che si intende adottare, e la distinzione va fatta a monte perché condiziona l'intero svolgimento dei lavori. Alcune configurazioni vanno decise insieme alle finestre, prima ancora di ordinarle, perché la loro presenza modifica le dimensioni del vano e del serramento: gli avvolgibili a monoblocco, integrati direttamente sulla finestra, e quelli a scomparsa, con il cassonetto che viene nascosto sotto il piano della facciata, rientrano in questo gruppo e trovano collocazione naturale nelle ristrutturazioni che rivedono in profondità l'involucro. In questi casi la schermatura e l'infisso costituiscono un sistema unico, e progettarli separatamente porta a doverne correggere le misure in corso d'opera.

Altre soluzioni offrono maggiore libertà rispetto ai tempi del cantiere. Gli avvolgibili con cassonetto esterno, montati sulla facciata o nella nicchia della finestra, e quelli pensati per il restauro, concepiti per sostituire una schermatura esistente o coprire un vecchio cassonetto, si prestano a interventi su edifici già costruiti e possono essere affrontati anche in una fase successiva alla posa dei serramenti. Chiarire fin dall'inizio a quale categoria appartiene la soluzione scelta permette di inserire la lavorazione nel punto corretto della sequenza, senza sovrapposizioni e senza dover tornare su lavori già conclusi.

Quando si rinnovano le tapparelle, di cosa è utile tenere conto per il cassonetto?

Il cassonetto merita un'attenzione particolare, perché rappresenta il punto in cui la schermatura dialoga con l'isolamento della parete e della finestra. Nelle abitazioni meno recenti si tratta spesso di un elemento poco coibentato, che mette in comunicazione l'interno con l'esterno e disperde calore proprio sopra il serramento: rinnovare la tapparella conservando il vecchio cassonetto significa lasciare irrisolto un punto debole che riduce il beneficio dei nuovi infissi. Prevedere la sostituzione o l'adeguamento del cassonetto contestualmente alla schermatura permette di trattare il vano finestra come un insieme continuo dal punto di vista termico.

Sul piano dei materiali, le soluzioni attuali offrono un comportamento nettamente migliore rispetto al passato. Il neopor, una variante del polistirene arricchita con grafite, assorbe e riflette la radiazione termica e migliora le proprietà isolanti rispetto al polistirolo tradizionale, mentre i cassonetti in EPS garantiscono una barriera efficace contro dispersioni e umidità.

Anche la posizione del portello di ispezione, il pannello che consente la manutenzione del meccanismo, incide sul risultato: una collocazione studiata contribuisce alla tenuta del cassonetto e, in alcune configurazioni, consente l'impiego della schermatura anche in presenza di profili larghi come quelli delle porte alzanti-scorrevoli. Ragionare su questi elementi in fase di progetto evita che il cassonetto diventi il varco attraverso cui si perde parte del lavoro fatto sull'involucro.

Come si individua il tipo di avvolgibile più adatto all'edificio su cui si interviene?

La scelta nasce dall'incontro tra le caratteristiche dell'edificio e il tipo di intervento in corso. Gli avvolgibili a scomparsa danno il meglio nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni profonde, perché il loro cassonetto viene alloggiato nello strato di facciata e resta invisibile a lavori conclusi, una soluzione che preserva la pulizia delle superfici esterne. Gli avvolgibili a monoblocco si integrano sulla finestra e semplificano le operazioni quando si sostituiscono contestualmente serramento e schermatura, adattandosi a interventi in cui i due elementi vengono rinnovati insieme.

Per gli edifici già esistenti, dove non si vuole intervenire sulla struttura, gli avvolgibili con cassonetto esterno offrono una via percorribile, dato che il cassonetto si installa sulla facciata o nella nicchia senza richiedere modifiche interne; le versioni da restauro rispondono invece alla necessità di sostituire una schermatura ammalorata. Accanto agli avvolgibili tradizionali, i frangisole a lamelle orientabili rappresentano una famiglia distinta, che consente di regolare l'inclinazione delle lamelle per modulare la luce e la ventilazione, adatta a chi cerca un controllo più fine dell'ombreggiamento.

Quali possibilità offrono avvolgibili e tapparelle sul piano dell'automazione e della praticità d'uso?

La motorizzazione ha reso la gestione della schermatura molto più agevole, e la fase di ristrutturazione è il momento adatto per predisporla, dato che comporta il passaggio di cavi e collegamenti. I sistemi disponibili prevedono azionamenti via cavo o via radio, con comando tramite interruttore a parete o telecomando, e permettono di movimentare le tapparelle senza intervento manuale, una comodità che si apprezza in particolare sulle aperture di grandi dimensioni o difficili da raggiungere. Predisporre l'impianto durante i lavori evita interventi successivi più onerosi.

L'integrazione con i sistemi di gestione domotica amplia ulteriormente le funzioni. Attraverso una centralina o un'applicazione dedicata è possibile controllare la schermatura da remoto, programmarne l'apertura in base all'orario o all'irraggiamento solare e coordinarla con il resto degli automatismi della casa, con un effetto positivo sul controllo della temperatura interna e sui consumi. A questo si aggiunge la possibilità di integrare una zanzariera direttamente nel cassonetto, con un montaggio rapido che unisce protezione dagli insetti e funzionalità dell'avvolgibile in un solo elemento. Valutare queste dotazioni mentre il cantiere è aperto consente di inserirle in modo pulito, senza opere aggiuntive a posteriori.

Come si inseriscono avvolgibili e tapparelle nell'aspetto della facciata?

L'aspetto esterno merita una riflessione dedicata, perché avvolgibili e tapparelle occupano una porzione visibile della facciata e concorrono all'immagine complessiva dell'edificio rinnovato. La forma del cassonetto, quando resta a vista, offre margini di adattamento: le versioni ovale, semi-ovale e rettangolare permettono di scegliere il profilo più coerente con il carattere della costruzione, dal linguaggio più morbido a quello più netto. Dove si cerca la massima discrezione, la soluzione a scomparsa azzera l'ingombro visivo e lascia la superficie della facciata continua e priva di elementi sporgenti.

Il colore e la finitura completano il quadro, con gamme cromatiche ampie che consentono di accordare la schermatura ai serramenti e all'intonaco. Coordinare tapparelle, cassonetti e infissi in un'unica logica di materiali e tinte fa percepire la facciata come un insieme progettato, in cui la schermatura partecipa al risultato estetico invece di apparire come un elemento aggiunto. Ragionare su questi dettagli nel corso della ristrutturazione, quando le scelte sui serramenti e sulle finiture esterne vengono definite, è il modo per ottenere un fronte dell'edificio armonico, dove ogni componente si lega agli altri in un disegno unitario.

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