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ECONOMIA | 10 luglio 2026, 12:40

Lavoro, a luglio 2026 previste 920 assunzioni a Biella: crescono le difficoltà nel trovare il personale desiderato

Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (170 entrate previste).

Lavoro, a luglio 2026 previste 920 assunzioni a Biella: crescono le difficoltà nel trovare il personale desiderato

Lavoro, a luglio 2026 previste 920 assunzioni a Biella: crescono le difficoltà nel trovare il personale desiderato

Sono 6.220 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di luglio 2026, pari al 20,1% delle entrate complessive previste a livello regionale.

Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 74% delle entrate previste, di contratti a termine, la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (16% di Novara, 17% di Biella, 18% di Vercelli e 21% di Verbania), una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 45% e il 49% delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 58% per Novara e Verbania, al 59% per Biella, al 62% per Vercelli).

Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte. Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

PROVINCIA DI BIELLA

Le entrate programmate a luglio 2026 sono 920 (-40 rispetto al 2025); nel 26% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 74% saranno a termine. Si concentreranno per il 63% nel settore dei servizi e per il 68% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Il 14% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (13%). In 47 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati. Il 10% delle entrate sarà destinato a personale laureato, mentre una quota del 28% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni.

Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (170 entrate previste), seguito dal commercio (120), dai servizi alle persone (110), dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (90) e infine dalle costruzioni (80).

c. s. Camera Commercio g. c.

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