/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 23 giugno 2026, 12:00

Festival delle Identità: un ponte di cultura, impresa e sviluppo tra Piemonte e Sardegna

Nell’immagine, il vicesindaco Sara Gentile consegna una targa ricordo all’imprenditore Alberto Savio

Nell’immagine, il vicesindaco Sara Gentile consegna una targa ricordo all’imprenditore Alberto Savio

Inaugurato giovedì 18 giugno il Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna ha aperto a Biella una finestra privilegiata sul valore delle relazioni che, da oltre un secolo, uniscono le due sponde del mare. Al centro dell'evento, promosso dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, la comunità sarda del Biellese, protagonista di una storia collettiva fatta di migrazioni, integrazione, lavoro, cultura e reciproco arricchimento.

Più che una manifestazione, il Festival si propone come uno spazio di incontro e di riflessione, dove le identità non si contrappongono, ma dialogano e si riconoscono reciprocamente, contribuendo a costruire una società aperta, inclusiva e consapevole delle proprie radici.

Ad aprire la serata sono stati i saluti del vicesindaco di Biella, Sara Gentile, che ha richiamato il profondo legame storico che unisce il territorio biellese alla Sardegna. Un rapporto nato dai percorsi migratori di migliaia di famiglie che hanno attraversato il mare portando con sé tradizioni, competenze professionali, valori comunitari e capacità imprenditoriali, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dei territori di accoglienza senza mai interrompere il filo che li legava alla terra d'origine.

Nel suo intervento, Battista Saiu, presidente del Circolo “Su Nuraghe”, ha ricordato una delle pagine più significative di questa storia condivisa: quella di Vittorio Sella che, insieme al fratello Erminio e al cognato Edgardo Mosca Riatel, fondò ad Alghero la storica azienda vitivinicola Sella & Mosca. Una vicenda esemplare che racconta come dall'incontro tra esperienze, territori e visioni diverse possano nascere realtà capaci di trasformare il paesaggio economico e produttivo di un'intera regione.

«I rapporti tra Piemonte e Sardegna – ha evidenziato Saiu – non rappresentano soltanto un patrimonio di memoria. Sono una realtà viva e dinamica che continua a produrre cultura, turismo, conoscenza e opportunità economiche. Le relazioni costruite nel tempo dalle comunità emigrate generano ancora oggi scambi, collaborazioni e investimenti che contribuiscono alla crescita reciproca delle due terre».

Da quasi mezzo secolo il Circolo “Su Nuraghe” opera in questa direzione, promuovendo attività culturali, studi storici, eventi identitari e iniziative sociali che favoriscono la conoscenza della Sardegna nel Nord Italia e, al contempo, fanno conoscere il Biellese nell'Isola. Un lavoro silenzioso ma costante che alimenta il turismo delle radici, incentiva i flussi di visitatori, sostiene la promozione delle eccellenze agroalimentari, artigianali e culturali e genera ricadute economiche significative nei settori dell'accoglienza, della ristorazione e dei servizi.

A conferma di come questo ponte continui a produrre nuove prospettive, è intervenuto l'imprenditore biellese Alberto Savio, recentemente impegnato nell'avvio di una struttura ricettiva a Palau. Il progetto porta il nome di “Nuali”, termine della lingua sarda che richiama i concetti di nuovo, rigenerato, rinato e risorgente.

Una scelta simbolica che racchiude il senso profondo di un legame capace di rinnovarsi nel tempo. Come avvenne agli inizi del Novecento con l'esperienza di Sella & Mosca, anche oggi nuove iniziative imprenditoriali testimoniano la vitalità dei rapporti tra Piemonte e Sardegna, trasformando la memoria in progetto e l'appartenenza in opportunità concreta.

Tra le montagne biellesi e le coste della Gallura continua così a svilupparsi una rete di relazioni umane, culturali ed economiche che favorisce la circolazione di competenze, investimenti e idee. Un patrimonio immateriale che produce benefici tangibili per entrambe le comunità, contribuendo alla crescita del turismo, alla valorizzazione dei territori e alla creazione di nuove occasioni di lavoro.

Il Festival delle Identità si conferma dunque non soltanto una celebrazione delle tradizioni, ma un laboratorio permanente di cittadinanza e sviluppo, dove la cultura diventa strumento di dialogo e motore di economia. Un ponte ideale tra le terre di qua e di là dal mare che continua a unire persone, comunità e destini, generando valore condiviso e nuove prospettive per il futuro.

Efisangelo Calaresu (Su Nuraghe Biella)

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore