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COSTUME E SOCIETÀ | 21 giugno 2026, 13:30

Il 21 giugno è anche la Giornata mondiale dei Selfie, storia e perché ci piace tanto

Un fenomeno di costume che è tutto da scoprire e come fare il selfie perfetto in 3,2,1.

Il 21 giugno è la Giornata mondiale dei Selfie, storia e perché ci piace tanto (foto di repertorio)

Il 21 giugno è la Giornata mondiale dei Selfie, storia e perché ci piace tanto (foto di repertorio)

Tutti pazzi per i selfie, un piccolo rito moderno a cui spesso non riusciamo a rinunciare. Di fronte a uno specchio, con un panorama mozzafiato sullo sfondo, nella cabina prova di una boutique. Innumerevoli luoghi, un solo obiettivo: scattare una foto di se stessi per affermare la propria identità e raccontare chi siamo.

Il 21 giugno si celebra la Giornata mondiale dei selfie, un’occasione per riflettere sul significato di questa pratica, sulle sue origini e sul motivo per cui ci piace tanto immortalarci in ogni situazione.

La data è stata scelta nell'agosto 2013 quando il termine è stato inserito nell'Oxford English Dictionary ed è stato definito parola dell'anno. Il termine selfie (deriva dall’inglese “self-portrait”, ossia autoritratto) però è stato coniato solo nel 2005 dal fotografo e documentarista Jim Krause, pur iniziando a essere in voga a partire dal 2010 con la nascita dell’iPhone 4, il primo cellulare ad avere una fotocamera anteriore.

Tutti cedono al selfie

Tutti si fanno i selfie o gli usie (autoscatti di gruppo). Nel 2017 Takagi & Ketra con Lorenzo Fragola e Arisa spopolavano con il tormentone “L’esercito del selfie”. Ormai diventato un fenomeno di costume trasversale, il dilagare della selfie-mania coinvolge non solo i giovani, ma anche le persone più adulte, oltre ai personaggi vip, i politici e... perfino la Chiesa: papa Francesco, infatti, è stato il primo Pontefice a concedersi a numerosi selfie con i fedeli.

Nell'ottobre 2016 Bebe Vio, campionessa italiana paralimpica, è riuscita a strappare un autoscatto al presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel corso di una cena alla Casa Bianca.

E purtroppo la voglia di apparire o di fotografarsi a tutti i costi in determinati luoghi ha fatto anche delle vittime. C'è chi si è piazzato sui binari, chi si è sporto da precipizi. Un gioco estremo solo per raccogliere qualche like in più sui social.

Un po’ di storia

Se oggi scattarsi una foto con lo smartphone e condividerla sui social è un gesto comunissimo, la storia di questo fenomeno è più lunga di quanto si possa immaginare.

Il primo autoritratto risale infatti al 1839 e fu opera del fotografo americano Robert Cornelius.

All’inizio del ‘900 Anastasia, la figlia minore dell’ultimo zar di Russia Nicola II, era famosa perché amava farsi degli autoritratti con la sua macchina fotografica, una Kodak Brownie no. 2.

Perché amiamo tanto i selfie

Scattarsi un selfie non è solo una questione di moda o vanità, ma risponde a bisogni psicologici profondi. Un selfie può comunicare il nostro stato d’animo, la nostra personalità e il contesto in cui ci troviamo.

Non bisogna poi dimenticare il ruolo dei social media: condividere un selfie significa anche cercare approvazione e interazione con gli altri e, un like o un commento, possono aumentare la nostra autostima e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità virtuale.

Infine, il selfie è uno strumento di memoria: ci consente di fermare nel tempo momenti speciali, viaggi, incontri e occasioni irripetibili. In un’epoca in cui tutto scorre velocemente, il selfie è qualcosa che ci permette di rivivere le emozioni di un istante.

Il selfie perfetto in 3,2,1

Scattare un selfie perfetto si può. Il primo aspetto da considerare è la luce: una buona illuminazione naturale valorizza il viso e riduce le ombre indesiderate. Il momento ideale per un selfie è la cosiddetta “golden hour”, ovvero l’ora subito dopo l’alba o prima del tramonto, quando la luce è più morbida e calda.

Il secondo consiglio riguarda l’angolazione. Tenere lo smartphone leggermente sopra il livello degli occhi aiuta a definire meglio i tratti del viso. Infine, non bisogna esagerare con i filtri. Seppur utili per migliorare l’immagine, un uso eccessivo di effetti e ritocchi può rendere il selfie poco realistico. Meglio puntare sulla spontaneità, che rimane sempre l’ingrediente principale di una foto di successo.

Silvia Gullino (Targato Cn)

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