/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 21 maggio 2026, 16:40

L’impresa di Gian Luca Cavalli, ha raggiunto la vetta della 3° montagna più alta al mondo

Dall’Himalaya un messaggio di pace: condiviso dal 61enne di Vigliano, giunto sulla cima del Kanchenjunga, a quota 8.586 metri sul livello del mare.

impresa cavalli

L’impresa di Gian Luca Cavalli, ha raggiunto la vetta della 3° montagna più alta al mondo (foto archivio CAI Biella)

Un biellese sulla vetta della terza montagna della Terra. È l’impresa messa a segno dall’alpinista Gian Luca Cavalli, 61enne di Vigliano Biellese che, nella giornata di ieri, 20 maggio, è giunto sulla cima del Kanchenjunga, a quota 8.586 metri sul livello del mare, al confine tra il Nepal e l’India, senza l’utilizzo di ossigeno supplementare o portatori di professione. 

È sicuramente un unicum nella storia dell’alpinismo locale: è il primo biellese, infatti, a raggiungere una simile altitudine. Un bel traguardo per Cavalli dopo un 2025 particolarmente complicato: in due occasioni, infatti, dovette abbandonare il sogno di raggiungere la sommità di due montagne importanti, come l’Annapurna (sempre in Himalaya) e il K2, per i rischi dovuti alle prove d’alta quota, come le intemperie meteorologiche o gli infortuni. 

Ma la sua storia parla da sola: dopo una caduta si è sempre rialzato prendendo parte già in passato a molte altre spedizioni in giro per il mondo (Kazakistan, Canada, Stati Uniti e molte altre mete). Ora, l’ultima fatica, dopo la partenza per il Nepal, nel periodo di Pasqua, raggiunto con gli alpinisti Donatella Barbera e Serge Hardy. 

L’impresa di Cavalli, che ha visto il sostegno di CAI Biella, Allianz Bank e Limit Center (realtà in arrivo a Vigliano), non ha solo una valenza sportiva ma racchiude un messaggio più profondo, di pace universale attraverso il progetto artistico di Paolo Barichello, nato a Biella nel 2019, con l’opera “DX PEACE SX”, posta davanti alla Biblioteca Civica. 

Da allora, l’idea di trasformare il pianeta in una colomba (simbolo universale di pace) si è trasformato in qualcosa di ancor più mobile, con la nascita di sette piccole sculture stilizzate, versioni miniaturizzate dell’opera originale, pensate per viaggiare insieme alle persone. 

Alcune di queste piccole colombe hanno prima accompagnato la spedizione alpinistica del Club Alpino Italiano di Biella verso il K2, poi, a distanza di 2 anni, il Kanchenjunga con l’obiettivo di condividere attraverso il battito d’ali di una colomba un annuncio itinerante: che la pace, anche quando sembra lontana, può essere immaginata, costruita e rimessa in cammino dagli uomini.

g. c.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore