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POLITICA | 09 maggio 2026, 15:40

Riforma degli istituti tecnici, Zappalà: "Intervento strategico per rafforzare il legame tra scuola e sistema produttivo"

E aggiunge: "Va superata l’idea degli istituti tecnici come scuole di serie B".

Riforma degli istituti tecnici, Zappalà: "Intervento strategico per rafforzare il legame tra scuola e sistema produttivo"

Riforma degli istituti tecnici, Zappalà: "Intervento strategico per rafforzare il legame tra scuola e sistema produttivo"

“Trovo eccessive e poco appropriate le dichiarazioni allarmistiche rilasciate dall’Onorevole Chiara Gribaudo sulla riforma degli Istituti tecnici. È condivisibile il principio secondo cui la scuola debba prima di tutto formare cittadini consapevoli, ma allo stesso tempo non si può ignorare come il sistema produttivo italiano chieda da anni un legame più forte ed efficace tra istruzione e mondo del lavoro. La riforma voluta dal Governo risponde proprio a questa esigenza”. 

Lo afferma il consigliere regionale Davide Zappalà intervenendo nel confronto sulla riforma degli Istituti tecnici, che entrerà in vigore dall’anno scolastico 2026-27 e riguarderà esclusivamente le future classi prime. “Garantire agli studenti maggiori possibilità occupazionali al termine del percorso scolastico, nel pieno rispetto dell’autonomia degli istituti, non significa incentivare una presunta ‘deriva aziendalista’, ma avere attenzione concreta verso il sistema economico del Paese e le sue prospettive di crescita”, prosegue Zappalà.

La riforma mira infatti a consolidare il rapporto tra scuola e tessuto produttivo territoriale, attraverso un approccio più interdisciplinare e maggiormente orientato alle competenze richieste dal mercato del lavoro contemporaneo.
“In Italia esiste ancora una visione culturale che considera gli istituti tecnici e professionali come percorsi di valore inferiore rispetto ai licei tradizionali. Un’impostazione ormai superata, che non riflette né le necessità dell’economia moderna né il ruolo strategico della manifattura italiana”, evidenzia il consigliere regionale.

Zappalà richiama inoltre le recenti parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha sottolineato l’importanza di superare la distinzione culturale tra licei e istituti tecnici e professionali, riconoscendo pari dignità ai diversi percorsi formativi. “Il comparto manifatturiero rappresenta uno dei principali punti di forza della competitività italiana: grazie ad esso il nostro Paese è diventato la seconda potenza manifatturiera d’Europa e il quarto esportatore mondiale. Oggi il lavoro manuale e le professioni tecniche richiedono competenze scientifiche, tecnologiche e specialistiche sempre più avanzate. Una scuola in grado di dialogare con il mondo produttivo non impoverisce la formazione culturale degli studenti, ma al contrario ne amplia le opportunità e valorizza i talenti. Non si tratta di una deriva aziendalista, ma di una scelta lungimirante”, conclude Zappalà.

Nel corso della recente cerimonia del “Maestro del Made in Italy”, tenutasi a Roma, il ministro Valditara ha inoltre ribadito come “non abbia più senso una rigida distinzione tra licei e istituti tecnici”, richiamando una visione moderna e integrata del sapere, capace di coniugare formazione umanistica, scientifica e tecnica, e sottolineando la necessità di valorizzare percorsi scolastici ancora troppo spesso considerati, a torto, di serie B.

c. s. uff. stampa Zappalà g. c.

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