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Valle Cervo | 06 marzo 2026, 11:45

Rosazza, al via l'intervento di recupero delle Fontane Parlanti

L'intervento è sostenuto dal FAI

Rosazza, al via l'intervento di recupero delle Fontane Parlanti

Rosazza, al via l'intervento di recupero delle Fontane Parlanti

Mercoledì 4 marzo è stato sottoscritto il contratto con la ditta che si è aggiudicata l’intervento di restauro e recupero delle Fontane parlanti, simbolo identitario del borgo alpino di Rosazza (BI), sostenuto da FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e Intesa Sanpaolo nell’ambito della dodicesima edizione del programma “I Luoghi del Cuore”. Grazie al voto di 5.544 persone, raccolti nel 2024 durante il censimento, le monumentali Fontane parlanti – realizzate a fine Ottocento per volere del senatore del Regno d’Italia Federico Rosazza Pistolet, originario del borgo – hanno raggiunto il 91° posto nella classifica nazionale, il 14° posto in Piemonte e il 1° in provincia di Biella, diventando il “luogo del cuore” biellese più votato di sempre. Questo straordinario risultato ha permesso al Comune di Rosazza di presentare un progetto al bando che FAI e Intesa Sanpaolo hanno lanciato, come avviene al termine di ogni censimento, nel 2025. Il progetto è stato selezionato al bando, al quale si possono candidare i luoghi che hanno raggiunto la soglia minima di 2.500 voti, e ha ottenuto un contributo di 25.000 euro.

L’intervento prevede il restauro delle sei fontane con problematiche di degrado più urgenti: Fontana della Colonna, Fontana della Fede, Fontana della Valligiana, Fontana della Pila, Fontana della Valletta e Fontana del Lincoln (in calce approfondimenti sul borgo di Rosazza e sulle fontane interessate dall’intervento). 

Al contributo “I Luoghi del Cuore” si sono aggiunti importanti cofinanziamenti: 64.353,74 euro dai Fondi FSC, 25.000 euro da Lauretana S.p.A., 32.000 euro da Fondazione CRT, 30.000 euro (il massimo concedibile) da Fondazione CRB e, allo stato, 59.630,93 euro dalla Soprintendenza. Determinante è stata la mobilitazione del territorio, anche attraverso la raccolta voti nelle scuole, che ha portato ben 2.500 voti grazie al coinvolgimento attivo di studenti, docenti e famiglie degli istituti: ITS TAM Biella, ITIS Q. Sella, Liceo G. e Q. Sella, Liceo Scientifico Avogadro e Istituto E. Bona. Un ringraziamento particolare va ai volontari della Delegazione FAI di Biella, che ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa organizzando la raccolta voti anche durante le Giornate FAI di Primavera nel 2025. Questo percorso evidenzia la determinazione con cui la più piccola amministrazione comunale della provincia di Biella ha perseguito l’obiettivo del restauro delle fontane. Si tratta di un progetto portato avanti con caparbietà per oltre due anni, durante i quali l’Amministrazione ha lavorato dietro le quinte per progettare, reperire risorse e costruire una rete ampia e concreta.

Al momento della presentazione della candidatura al bando FAI, il Comune era già in possesso del progetto esecutivo dell’architetto Laura Prina Cerai e di parte dei cofinanziamenti e ad oggi ha già espletato la gara a evidenza pubblica per l’assegnazione dei lavori e concluso l’aggiudicazione definitiva sul MEPA. Un impegno concreto e strutturato che dimostra come le Fontane parlanti rappresentino davvero, per la comunità di Rosazza e per tutto il territorio biellese, un autentico “luogo del cuore”. A breve verrà siglato il contratto che potrà dare l’avvio ai lavori e finalmente potremo incominciare a vedere il frutto di due anni di lavoro incessante. Non possiamo che essere grati a chi ci ha sostenuti, orgogliosi del faticoso percorso svolto sino ad oggi, soddisfatti ed entusiasti. A breve potremo anche gustare con i nostri occhi il frutto delle nostre fatiche e della nostra caparbietà”, hanno dichiarato il sindaco Francesca Delmastro Delle Vedove e l’Amministrazione tutta del Comune di Rosazza.

Il FAI ha scelto di sostenere insieme a Intesa Sanpaolo il progetto di restauro delle “Fontane parlanti” di Rosazza perché in esse si intrecciano memoria, identità e paesaggio. Queste fontane, volute nell’Ottocento da Federico Rosazza Pistolet, non sono soltanto opere in pietra: sono parole scolpite che da secoli accompagnano la vita della comunità. Intervenire sulle sei fontane oggi più fragili significa restituire al borgo non solo un bene materiale, ma un simbolo condiviso. È un gesto concreto che nasce dall’impegno dei cittadini, a partire dai più giovani delle scuole, e che fa della tutela un atto di responsabilità condivisa, affinché queste fontane continuino a raccontare la loro storia dando voce all’identità collettiva della comunità”, ha commentato Federica Armiraglio, Responsabile FAI Programma “I Luoghi del Cuore”.

Il progetto sulle Fontane parlanti nasce per offrire ai visitatori un percorso suggestivo che valorizzi la storia della borgata alpina e la sua tradizione lapidea. Le fontane, infatti, ben rappresentano l’intervento di riqualificazione urbana promosso alla fine dell’Ottocento dal senatore Federico Rosazza Pistolet, originario di Rosazza, e in gran parte disegnato dall’architetto Giuseppe Maffei: un’iniziativa che cambiò le sorti del borgo, intrecciando arte, simbolo, funzione e abilità nella lavorazione della pietra locale, la sienite, e che ancora oggi racconta il territorio e il suo sviluppo.

Le sei fontane che saranno oggetto di intervento sono state individuate in base al carattere di urgenza determinato dal loro avanzato stato di degrado e sono:

FONTANA della COLONNA. Fontana monumentale del 1873, di disegno di Giuseppe Maffei, costituita da un grande vascone di sienite a pianta quadrata composta da lastre assemblate, con bordi leggermente curvati verso l’esterno, sorretta da una base rialzata su due gradini, prominente rispetto alla pavimentazione in ciottoli di fiume della piazzetta in cui è allocata. Al centro della vasca, si erge una colonna che culmina con una statua raffigurante la figura dell’eroe Pietro Micca, scultura del 1884. La colonna presenta dettagli decorativi nella parte superiore, un'iscrizione incisa e policroma con le iniziali di Federico Rosazza F.R. e l’iscrizione: “O cielo benedici chi mostra la fè”. Dal capitello della colonna, scolpito con motivi geometrici e floreali, fuoriescono due cannule da cui sgorga l'acqua che scorre direttamente nella vasca sottostante. L'ambientazione intorno alla fontana è naturale, con alberi di tiglio che fanno da sfondo, completata da una panchina in pietra anch'essa lavorata in lastre di sienite levigata.

FONTANA della FEDE. Fu realizzata nel 1879 in Piazza della chiesa nuova, eseguita da Battista Rosazza Bertina su progetto di Giuseppe Maffei. La struttura della fontana monumentale è costituita da una colonna che si erge al centro, alta e slanciata, sormontata da una scultura raffigurante la Fede. La colonna è completata da un capitello e una ghirlanda alla base decorato con motivi floreali e geometrici, il capitello di recupero proviene dalla Basilica romanica di Santo Stefano in Biella demolita per la costruzione della Chiesa di Santa Maria in piano ossia l’attuale Duomo. Alla base della colonna, la fontana ha un ampio bacino in pietra sagomato in modo curvilineo, progettato per raccogliere e distribuire l’acqua. Il bordo è arrotondato per facilitare l’accesso, all'interno tre piccoli cilindri scavati nella pietra hanno funzione di tenere i contenitori di raccolta dell'acqua della fontana. Sul lato anteriore della fontana è presente un corpo in rilievo con scolpite le figure maschili e femminili di Adamo ed Eva o anche la confluenza del Torrente Cervo e del Torrente Pragnetta (i torrenti di Rosazza) che poco più a monte si incrociano. Alla base della colonna incisa la frase biblica dei Salmi QUEMADMODUM DESADERT CERVUS AD FONTES ACQUARUM ITA DESIDERAT ANIMA MEA TE DEUS (Come il Cervo vaga cercando la sorgente, così la mia anima cerca te, o Dio). La statua della Fede è realizzata in marmo bianco di Carrara, il basamento è costituito da sienite grigia locale e il capitello di recupero in marmo verde delle Alpi.

FONTANA della VALLIGIANA. Ideata da Maffei e realizzata nel 1885 nel Parco dell’Ortone da Angelo Gilardi Giambav, abile scalpellino di Rosazza, su un cumulo di massi. Raffigura una donna valligiana con abito da lavoro (l’abito tradizionale) che dall’alto di una rupe è intenta a versare dell’acqua dal “butz dal cheine”, un contenitore a doghe in legno con spallacci di catene, utilizzato per il trasporto di liquidi. A ridosso della fontana si trova un grande masso con incisioni (scanalature e coppelle), fatte incidere da Giuseppe Maffei; secondo l’artista le iscrizioni rappresentano una copia esatta di quelle rinvenute su un masso nel Rio Cervetto, naturalmente di origine antichissima (preistorica). La statua e il basamento sono costituiti da sienite grigia locale.

FONTANA della PILA. Costruita nel 1873 posta in “Piazza Domitilla” costituita da vasca lobata posta su basamento curvilineo, coronamento ad arco e cartiglio in pietra sulla cui sommità si legge "Son onda che disseto/rammentando il mio autore". L'acqua sgorga da una cannula con una decorazione vegetale in metallo, non originale. Gli elementi da cui risulta composta la fontana sono assemblati tramite l'accostamento dei blocchi. La fontana ha una vasca alla base per raccogliere l'acqua che sgorga, di forma semplice e funzionale, leggermente scavata per contenere l'acqua (abbeveratoio). La fontana è addossata alla parete di contenimento della scalinata della piazza: un muro di pietre grezze, irregolari e incastonate tra loro ed è inserita in una piccola piazza pavimentata con ciottoli di fiume, piazzetta che consentiva la movimentazione del bestiame e l’affollamento negli orari di rifornimento domestico.

FONTANA della VALLETTA. L’abbeveratoio della “Valletta” localizzato in uno slargo lungo Via Piave, fatta costruire da Federico Rosazza Pistolet nel 1873, è realizzato completamente in pietra di sienite della Balma; il vascone, costituito da più lastroni sagomati, è del tutto similare a quello della “pila”, al centro una lastra paraschizzi ad arco tutto sesto con lastre speculari laterali che vanno ad incorniciare ed ingentilire la composizione architettonica. La lastra arcata è sormontata da una targa in pietra con modanature che si ripetono dalla fontana in cui si legge una delle scritte augurali di Federico Rosazza: “Nel mio linguaggio/vi racconto/un effetto di patrio amore”.

FONTANA del LINCOLN. Nel 1873 la borgata del Vittone, nonostante fosse una borgata popolosa, era ancora sprovvista non solo di fontana ma anche di accordo per l’acquisto di un’area adatta al beveraggio. Nello stesso anno venne individuata la zona appropriata e avviata una sottoscrizione tra i frazionisti. La storica fotografia di Vittorio Besso del 1879 documenta la sua realizzazione, di fattura più semplice dell’attuale; nel 1907 il signor Lincoln Valz Blin fece costruire la villa liberty retrostante e contemporaneamente intervenne anche sull’abbeveratoio portando accorgimenti giunti sino ad oggi, da qui il toponimo di fontana del “Lincoln”. La fontana è allocata all'interno di una piccola piazza contenuta da bassi muretti in pietra, la base della fontana è formata da una vasca rettangolare realizzata da un unico blocco, che poggia direttamente sulla pavimentazione in lastre. Al centro della vasca, si erge uno stretto coronamento paraschizzi ad arco che contiene iscritto "potabile" inciso e dipinto. Al centro del coronamento è presente una testa di toro realizzata in metallo da cui sgorga l'acqua che scorre direttamente nella vasca sottostante.

c.s.Comune di Rosazza e FAI, s.zo.

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