Il Tavolo sulle ferrovie convocato in Provincia di Biella ha consentito all’assessore regionale ai Trasporti di rivendicare, attraverso gli interventi dei rappresentanti di Trenitalia e RFI, un miglioramento delle prestazioni sulle tratte Biella-Santhià e Biella-Novara.
«Dopo mesi di ritardi, cancellazioni e disservizi diffusi — dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Verzella — è positivo registrare qualche segnale, ma si tratta di passi ancora insufficienti».
La consigliera sottolinea infatti come il problema principale per i pendolari biellesi resti la linea Torino-Milano: «I disagi sono strutturali. Serve a poco arrivare puntuali a Novara o a Santhià se poi si perde la coincidenza. Le vere destinazioni dei lavoratori e degli studenti sono Torino e Milano: il servizio ferroviario va affrontato in modo complessivo e non a pezzi».
Qualche miglioramento registrato nei primi giorni di febbraio sulla Torino-Milano viene accolto con prudenza: «Ci auguriamo non sia solo una parentesi temporanea. I pendolari hanno bisogno di stabilità e affidabilità, non di risultati occasionali».
Dal confronto non sono emerse invece novità sull’aumento dei treni diretti per Torino nel fine settimana. «Il bilancio regionale e la bocciatura dei nostri emendamenti confermano che non sono state stanziate risorse aggiuntive neppure per il 2027, nonostante nel 2026 venga saldata l’ultima rata del debito verso Trenitalia. È una scelta politica precisa e penalizzante per il Biellese». Anche l’ipotesi di nuovi treni cadenzati resta rinviata alla revisione del nodo ferroviario torinese prevista non prima della fine del 2028.
Preoccupazioni anche sull’elettrificazione della Biella-Novara, attesa da anni: «Le scadenze comunicate al territorio — settembre o dicembre 2025 — non sono state rispettate. Oggi emerge chiaramente che non basta stendere i cavi: servono verifiche strutturali, adeguamenti dei ponti e rettifiche di tracciato per permettere a treni più moderni di viaggiare a velocità competitive. Parliamo di un investimento vicino ai 100 milioni di euro che richiede un vero piano di esercizio».
Su richiesta del presidente della Provincia è stata indicata la fine di marzo come possibile termine per la presentazione del Piano. «Attendiamo atti concreti — conclude Verzella — perché i pendolari biellesi hanno dimostrato fin troppa pazienza. Ora servono certezze su tempi, risorse e qualità del servizio».
























