Il confronto politico è parte essenziale della vita democratica. Diverso è però il piano sul quale si colloca il dibattito quando, senza basi oggettive, si arriva a mettere in discussione la correttezza dei conti pubblici, il lavoro degli uffici e l’operato degli organi di controllo. Accuse di questo tipo – sottolinea il sindaco di Brusnengo Fabrizio Bertolino – richiedono cautela, competenza e senso delle istituzioni, perché rischiano di generare confusione e di minare la fiducia dei cittadini.
È con questo spirito che il primo cittadino risponde ai due interventi della minoranza diffusi tra fine dicembre e inizio gennaio, chiarendo punto per punto le contestazioni.
Bilancio e variazioni: “Nessun disavanzo, i conti sono in ordine”
Sul tema centrale del bilancio, Bertolino respinge con decisione l’idea che il Comune si trovi in una situazione critica o di squilibrio finanziario.
“Non esiste alcun saldo negativo e non esiste alcun bilancio in rosso. Se davvero il Comune si fosse trovato con un disavanzo superiore ai 100 mila euro, come viene lasciato intendere, il bilancio non avrebbe potuto ottenere un parere favorevole da parte del revisore dei conti. Questo è un meccanismo chiaro e automatico.”
Il sindaco chiarisce inoltre la natura della variazione contestata dalla minoranza: “Non si è trattato di un aumento incontrollato della spesa, ma dell’utilizzo di risorse effettivamente incassate. Parliamo di maggiori entrate, non di spese prive di copertura – e aggiunge - Proprio perché si sono registrate maggiori entrate, l’amministrazione ha scelto di investirle in interventi concreti, invece di lasciarle ferme in avanzo (soluzione che spesso complica ulteriormente la gestione).”
Il ruolo del revisore: “Le raccomandazioni sono fisiologiche”
Rispetto alle osservazioni contenute nella relazione del revisore dei conti, Bertolino invita a distinguere con chiarezza tra richiami di metodo e giudizi sostanziali.
“Il revisore svolge il suo compito richiamando alla prudenza e alla corretta gestione delle risorse, come è giusto che sia. Ma il dato determinante resta uno solo: il parere espresso chiaramente favorevole. Le raccomandazioni non rappresentano una bocciatura né un’anomalia. Sono indicazioni che accompagnano regolarmente i bilanci degli enti locali e servono a ribadire principi di buona amministrazione.”
Preventivo o consuntivo: “Confusione sugli atti”
Passaggio particolarmente significativo riguarda la terminologia utilizzata dalla minoranza nel dibattito pubblico: “Si è parlato di bilancio consuntivo quando, in realtà, si stava discutendo di bilancio preventivo e di una variazione di bilancio. Sono strumenti diversi, con funzioni e tempi diversi… un aspetto che non è marginale. Quando si alimentano polemiche sui conti pubblici, è fondamentale conoscere gli atti di cui si parla. Le parole hanno un peso preciso e vanno usate con cognizione di causa.”
Responsabilità dei servizi: “Firmare non significa comandare da soli”
Altro aspetto contestato riguarda la scelta di mantenere in capo al sindaco e al vicesindaco la responsabilità di alcuni servizi.
“Essere responsabile di un servizio non significa gestire tutto in modo personale o escludere i dipendenti. Significa assumersi formalmente la responsabilità degli atti e apporre la firma finale.”
Bertolino chiarisce il funzionamento interno: “I dipendenti svolgono il loro lavoro, istruiscono le pratiche e operano quotidianamente negli uffici. Chi firma si assume la responsabilità amministrativa e risponde di quanto viene fatto. Questo è il significato della responsabilità di servizio.”
Sul piano economico aggiunge: “Attribuire queste responsabilità a un dipendente comporta anche un riconoscimento economico. In un Comune di dimensioni contenute è necessario fare scelte sostenibili, tenendo conto delle risorse disponibili.”
Cantieri aperti: “Segno di un’amministrazione attiva”
La presenza di cantieri ancora in corso viene letta dalla minoranza come un segnale di inefficienza. Il sindaco ribalta l’interpretazione: “I cantieri aperti non dimostrano incapacità, ma testimoniano che il Comune è attivo, partecipa ai bandi e riesce a intercettare risorse per investire sul territorio. I rallentamenti non dipendono dall’inesperienza, ma da procedure burocratiche complesse, da aspetti tecnici e da fattori esterni. Progettazione e direzione lavori sono affidate a professionisti esterni, come previsto dalle norme.”
Sulla palestra e sulla struttura polivalente, Bertolino non nega le difficoltà incontrate: “Sono il primo a voler vedere quell’opera conclusa e pienamente utilizzabile dai cittadini. I ritardi sono stati determinati da problemi tecnici, scavi complessi, aumenti dei costi e situazioni impreviste che hanno inciso negativamente – e sottolinea - Non ne vado fiero, ma attribuire questi ritardi a una presunta incapacità amministrativa non corrisponde alla realtà dei fatti.”
Streaming del Consiglio: “Prima valutiamo costi e utilità”
Sulla richiesta di trasmettere online le sedute consiliari, il sindaco chiarisce la propria posizione.
“Non è corretto affermare che l’amministrazione non voglia garantire trasparenza. Tutti gli atti sono pubblici, consultabili e il Consiglio comunale è aperto ai cittadini. Prima di impegnare risorse pubbliche è necessario valutare con attenzione i costi, l’utilità reale del servizio e la sua sostenibilità. Le scelte non vanno prese per slogan.”
Campo da tennis: “Intervento necessario e fatto come si deve”
Sul campo da tennis, citato dalla minoranza come esempio di spesa discutibile, il sindaco replica con decisione: “Il campo presentava criticità evidenti e andava sistemato in modo adeguato. L’intervento è stato realizzato in maniera corretta e decorosa, come richiesto anche da chi ne usufruiva. Non esisteva una soluzione equivalente che permettesse di ottenere lo stesso risultato spendendo la metà. È scontato, ma è meglio ribadirlo”
Gettoni di presenza: “Decisione presa in Consiglio”
Sulla devoluzione dei gettoni di presenza alla LILT di Biella, si precisa: “La scelta è stata assunta in Consiglio comunale. Non c’è stato alcun atto imposto o deciso unilateralmente: la decisione è stata condivisa e formalizzata dall’aula.”
La revisione esterna annunciata dalla minoranza
Infine, la scelta della minoranza di affidare a un professionista esterno la verifica dei conti.
“È legittimo voler approfondire, ma quando si arriva a pagare una revisione esterna si trasmette implicitamente l’idea che non ci si fidi del lavoro degli uffici, del revisore dei conti e dell’intero sistema di controllo. Questo significa mettere in discussione l’operato dell’amministrazione e degli organi di garanzia. È un’accusa molto seria, che dovrebbe essere avanzata solo in presenza di elementi concreti e non come strumento di polemica politica. Peso alle parole e maggiore concretezza”.























