«”Anno nuovo, vita nuova” dice un vecchio adagio, ma non in Piemonte dove, come già accade per la sanità, anche nei trasporti tutto resta uguale, se non peggio».
È quanto dichiara Emanuela Verzella con Domenico Rossi e Simona Paonessa consiglieri regionali del Partito Democratico e pendolari, commentando la situazione del trasporto ferroviario in Piemonte nei primi giorni del 2026.
«Le segnalazioni che stiamo ricevendo, unite alla nostra esperienza diretta, raccontano una realtà fatta di treni fermi in aperta campagna, temperature glaciali a bordo dei convogli e nelle stazioni, anche con temperature di 15 gradi, per il mancato funzionamento dei servizi di riscaldamento. Oltre ai soliti ritardi e alle continue cancellazioni. Insomma, disservizi che rendono la vita dei pendolari piemontesi sempre più complicata e penalizzante. Giusto a dicembre dello scorso anno siamo intervenuti contro il sovraffollamento e i disservizi sui treni sulla linea Torino-Milano, ma quest’anno non sembra iniziare meglio, anzi».
«Non è accettabile – proseguono i consiglieri regionali – che migliaia di lavoratrici e lavoratori, studenti e studentesse debbano affrontare ogni giorno condizioni di viaggio così difficili, senza risposte chiare da parte della Regione. Il diritto alla mobilità è parte integrante del diritto allo studio e al lavoro. Inoltre, in questo periodo di festività, è un brutto biglietto da visita per i turisti che si muovono con i mezzi.».
I tre consiglieri PD annunciano inoltre una nuova iniziativa in Consiglio regionale: «Presenteremo l’ennesima interrogazione all’assessorato competente per chiedere conto di quanto sta accadendo e per capire quali misure concrete la Regione Piemonte intenda adottare per porre fine a disagi che purtroppo non possono più essere considerati episodici».
«I pendolari – conclude Verzella con i colleghi – meritano rispetto, investimenti e un servizio ferroviario affidabile, anche a fronte di un prezzo sempre più alto di biglietti e abbonamenti. Continuare a minimizzare o a scaricare responsabilità non è più tollerabile».
























