Ci troviamo oggi a Biella, in questo giorno di profondo dolore, per dare l'ultimo saluto a Mariella Lobefaro, una donna la cui vita è stata un inno alla conoscenza, alla bellezza e al rigore morale. Mariella ci ha lasciati il 27 dicembre 2025, ma l'eredità del suo spirito e del suo lavoro rimarrà indelebile in tutti coloro che l'hanno conosciuta e stimata.
Mariella è stata un faro nel mondo dell'arte, con una passione che l'ha portata a diventare una delle massime esperte italiane ed europee nel campo delle icone russe, bizantine e post-bizantine. La sua competenza non era solo teorica, ma affondava le radici in una profonda comprensione della tecnica esecutiva e dei materiali. Attraverso l'Associazione Culturale "Icone: ricerca e conoscenza" di Biella, di cui era Presidente, ha dedicato la sua vita a svelare i segreti di queste opere sacre.
Per Mariella, l'icona non era un semplice oggetto estetico ma, come amava dire, un'opera che supera la definizione di "quadro" per diventare uno strumento di preghiera e contemplazione. Sottolineava che "l'icona è scrittura", dove ogni colore e ogni gesto ha un significato teologico preciso e spiegava come, grazie alla "prospettiva inversa", non sia lo spettatore a guardare l'opera, ma sia l'opera stessa ad accogliere chi osserva.
Il suo approccio era un raro e prezioso connubio tra umanesimo e scienza. Mariella non si limitava ad ammirare la spiritualità delle icone; con il rigore di una scienziata, utilizzava l'analisi diagnostica per l'autenticazione e la conservazione. Era convinta che "la materia parla": attraverso l'analisi dei pigmenti e delle tecniche, era possibile ricostruire la storia di un'opera e smascherare i falsi, in quella che definiva una vera e propria "indagine indiziaria" volta a scoprire la bellezza assoluta. Il suo rispetto per l'opera era tale da affermare che "restaurare un'icona significa rispettare il silenzio di chi l'ha creata".
Questo stesso rigore e la sua integrità l'hanno resa una Consulente Tecnica d'Ufficio (CTU) stimata presso il Tribunale di Biella. In questo ruolo, Mariella ha messo la sua profonda conoscenza al servizio della giustizia, agendo come un baluardo di onestà e competenza.
Il suo impegno non si è limitato all'ambito accademico internazionale. Mariella Lobefaro è stata una figura centrale e costante nella vita culturale di Biella e del Piemonte. I giornali locali hanno documentato per decenni la sua instancabile attività di divulgazione, le sue conferenze e la sua missione di educare lo sguardo del pubblico, insegnando a vedere oltre la superficie pittorica per cogliere il messaggio eterno racchiuso nel legno e nell'oro delle icone.
Al di là dei titoli e dei successi professionali, Mariella è stata una madre amorevole e una figura centrale per la sua famiglia. Il suo legame con il figlio, Mirò Pozzati, è stato un esempio di affetto e condivisione di passioni. Mirò, che ha ereditato il suo amore per l'arte e ha collaborato con lei in progetti espositivi, è il testimone vivente della sua forza, della sua intelligenza e della sua sensibilità. A lui, e a tutti i suoi cari, va il nostro abbraccio più sincero in questo momento di incolmabile vuoto.
Mariella Lobefaro ha vissuto una vita piena, lasciando un segno tangibile nel mondo dell'arte, della giustizia e, soprattutto, nella sua amata Biella. Ci mancheranno la sua lucidità, la sua passione e la sua inesauribile curiosità.
Che la sua anima trovi ora la pace che ha cercato e descritto nelle sue amate icone. Addio, Mariella. Il tuo ricordo sarà per noi una benedizione.
























