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Valli Mosso e Sessera | 23 luglio 2025, 06:50

Alla scoperta delle valli del Biellese Orientale, con Marco Macchieraldo

Valsessera, Valle Mosso, Valle Strona: territori ricchi, ma poco valorizzati.

Alla scoperta delle valli del Biellese Orientale, con Marco Macchieraldo

Alla scoperta delle valli del Biellese Orientale, con Marco Macchieraldo

In un contesto alpino come quello biellese, ricco di valli suggestive e luoghi d’eccellenza spirituale e turistica come Oropa o la Valle Cervo, esistono intere porzioni di territorio, altrettanto affascinanti, ma spesso poco valorizzate. È il caso delle valli orientali – Valsessera, Valle Mosso e Valle Strona – luoghi montani che, per caratteristiche naturali, valore culturale e potenziale turistico, non sono inferiori ad altri distretti più noti, ma che risultano in ombra, rispetto alle più trafficate aree del territorio.

A portarle alla luce è Marco Macchieraldo, Guida Escursionistica della Regione Piemonte, che da anni valorizza l’intero Biellese, dai sentieri al paesaggio, dai luoghi più iconici alle vie meno praticate: “Queste valli sono le più selvagge e incontaminate della provincia e al pari delle altre hanno molto da offrire, sotto innumerevoli aspetti”.
Il versante orientale del Biellese si sviluppa lungo le valli del Torrente Sessera e dello Strona e comprende territori oggi amministrati principalmente dai comuni di Valdilana, Coggiola, Portula, Mosso, Soprana, Veglio e altri centri minori. Dal punto di vista geografico, l’area è delimitata a ovest dall’Oasi Zegna e a est dai primi rilievi valsesiani. A unire queste valli è una matrice paesaggistica e storica condivisa: ampi settori forestali e una fitta rete di sentieri, un tessuto di santuari montani, borghi diffusi, archeologia industriale e memorie religiose che oggi si rispecchiano nei cammini dedicati, percorsi ed eventi culturali.
La Valsessera rappresenta la valle più estesa e naturalisticamente rilevante. Completamente inserita nell’Oasi Zegna, l’Alta Valsessera custodisce formazioni d’interesse geologico e naturalistico, ancora intatto e preservato dall’intervento umano.
La Strada Forestale della Valsessera, che collega il Bocchetto Sessera alla Piana del Ponte, è il principale asse di fruizione, adatto a escursionisti e cicloturisti. Lungo il percorso si incontrano ruderi di ferriere, antichi canali, mulattiere carovaniere e ambienti montani integri. Non mancano le presenze faunistiche di particolare interesse naturale e fotografico, che si prestano ad un interesse legato al mondo dell’outdoor. 
Le valli laterali dello Strona sono segnate da una forte identità culturale e produttiva. Qui hanno avuto origine i grandi lanifici biellesi, oggi in parte riconvertiti in musei d’impresa o progetti culturali. Ogni anno vengono organizzate mostre ed esposizioni tematiche che presidiano e valorizzano la storia industriale del territorio.
Sul piano religioso, la zona è punteggiata da luoghi sacri di rilievo: il Santuario della Madonna della Brughiera con le sue due chiese immerse nei pascoli; il Santuario del Cavallero, legato alla tradizione popolare e alla raccolta delle castagne; il Santuario della Novareia, accessibile e panoramico e quello di San Bernardo, meta di pellegrinaggi e iniziative culturali.

Cammini, rifugi e accoglienza diffusa, la rete sentieristica è articolata e adatta a vari livelli di preparazione. Accanto a itinerari tecnici (come l’Anello dell’Alta Valsessera o il Sentiero di Fra Dolcino, legato alla figura dell’eretico medievale) si affiancano percorsi accessibili, ideali per famiglie e camminatori occasionali. Rilevante è anche la rete dei rifugi e delle strutture d’accoglienza e non manca uno spunto gastronomico come la Paletta di Coggiola, salume tradizionale a lenta cottura.
Le valli orientali del Biellese rappresentano oggi una risorsa paesaggistica e strategica. In un contesto in cui la montagna rischia di diventare merce di consumo o – peggio – spazio abbandonato, queste valli offrono una terza via: un modello di turismo integrato, educativo e sostenibile.

G. Ch.

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