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COSTUME E SOCIETÀ | 12 agosto 2026, 17:00

Limonata e vecchio motorino, la riflessione: "Davvero era necessario fermare quei ragazzini?"

"Limonata incriminata"

Limonata e vecchio motorino, la riflessione: "Davvero era necessario fermare quei ragazzini?"

Limonata e vecchio motorino, la riflessione: "Davvero era necessario fermare quei ragazzini?"

È giunta all'attenzione della cronaca la notizia di tre ragazzini, di 13-14 anni, che vendevano limonate e dolciumi per racimolare denaro con l'obiettivo di comprarsi un vecchio motorino, in auge negli anni 80 del secolo scorso.

In molti hanno commentato la notizia, in quanto un solerte cittadino del paese in cui è avvenuto il fatto ha informato l'ordine costituito che è intervenuto facendo chiudere bottega agli intraprendenti ragazzini, per manifesta contrarietà della condotta alle normative amministrative che si occupano di somministrazione al pubblico di cibi e bevande. 

Sotto il profilo squisitamente tecnico giuridico l'intervento dell'ordine costituito non fa una grinza , così come la denuncia del solerte e ligio cittadino che, sicuramente, non tollerava che dei preadolescenti potessero bellamente violare le norme poste a tutela della salute pubblica.

Fatta questa doverosa premessa , però, mi sovviene una massima degli antichi romani che di diritto se ne intendevano, che suona più o meno così: " de minimis non curat praetor", ovvero "il pretore non si occupa delle cose minime". Cioè, secondo gli antichi giuristi romani, l'autorità non dovrebbe perdere tempo con problemi piccoli o  questioni di lieve o poca importanza.

Vendere alimenti senza le prescritte autorizzazioni è chiaramente un illecito da contrastare, ma vale la pena per l'autorità "perseguire" tre adolescenti che somministrano limonata (come i nipotini di zio paperino), piuttosto che perseguire coloro che commerciano sostanze  ben più nocive?

Paradossi di una società ormai troppo complessa e contraddittoria che "sanziona" i ragazzini, ma fatica a reprimere in maniera severa chi vende morte ai bordi delle strade.

Pietro Brovarone

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