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Valli Mosso e Sessera | 02 agosto 2026, 18:30

Nuovo murales a Valdilana ad opera di Passaggio a Oriente FOTO

Protagonista è il lavoro coniugato al femminile, un valore straordinario per le donne.

Nuovo murales a Valdilana ad opera di Passaggio a Oriente

Nuovo murales a Valdilana ad opera di Passaggio a Oriente

Si inaugura l’ultimo intervento artistico nella piazza Stazione di Valle Mosso, un luogo da sempre accogliente e da oggi ancora di più galleria d’arte all’aperto. La parola è tornata all’arte di strada, il linguaggio con cui è solita parlare da alcuni anni l’Associazione Passaggio a Oriente. Il luogo ancora una volta è la Stazione, dove giungevano a gruppi le ragazze dalle pianure venete alla ricerca di un lavoro, a cui seguivano le visite inaspettate del prevosto, mandato dalle famiglie ad accertare i percorsi di vita “troppo liberi”.

Protagonista è il lavoro coniugato al femminile, un valore straordinario per le donne; per loro stesse e per il loro ruolo sociale. Ha dato loro identità, le ha rese libere sotto tutti i punti di vista, non solo economicamente. In Italia il tasso di occupazione femminile è del 53%, fra i più bassi in Europa. Nel Biellese sfiora il 70%: una lunga e straordinaria storia di emancipazione iniziata in fabbrica 150 anni fa, che ha portato ad un altissimo indice di alfabetizzazione già dai primi anni del ‘900. Donne al telaio meccanico, donne al telaio emigrate a Patterson in New Jersey, donne che nei “tribunali” nobilitano i tessuti finiti, donne che nel dopoguerra si diplomano e poi si laureano ancor più dei coetanei uomini. 

Il progetto artistico “Donna Labor” vuole rendere pubblico, iconico, scrivere e dipingere sui muri, la storia di queste inconsapevoli suffragette. All’artista torinese Riccardo Lanfranco (Corn79) il compito di interpretare lo spirito del decisivo ruolo “dell’altra metà del cielo” nello sviluppo di ieri e di oggi di questo straordinario territorio, non a caso definito Un Paese di Stoffa Buona. L’opera murale è stata realizzata a quattro mani con l’artista torinese Edoardo Bansone, a lui lo sviluppo della parte figurativa in sinergia con la struttura astratta e concettuale di Lanfranco.

Figure geometriche e cromie rimandano ai tessuti, scampoli e pezze sovrapposte in composizioni armoniche, lo spazio murale diventa una grande tela su cui trama e ordito costruiscono la struttura estetica dell’opera. La connessione con l’installazione di Gigi Piana “Io sono qui, ora!” realizzata negli spazi vicini, è forte e di concetto, il richiamo all’industria tessile, la composizione in frame.  Gli elementi figurativi richiamano all’importanza del ruolo della donna in ambito sociale e lavorativo.

L’obiettivo è proseguire il discorso sull’identità e l’appartenenza ad un luogo, marcando la differenza tra risiedere e/o viverlo. Il paese e il rapporto con i suoi abitanti come base della formazione dell'identità personale, partendo dalla conoscenza delle salde radici, dove il suono delle “sirene” delle fabbriche ha ammaliato da oltre cent’anni famiglie giunte da mezzo mondo. L'identità si forma in questo frangente con due parole: lavoro ed emancipazione.

Redazione g. c.

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