C'è un momento dell'anno in cui la campagna racconta il senso più autentico del lavoro dell'uomo. È il tempo della mietitura, quando il grano dorato conclude il proprio ciclo e la terra restituisce il frutto di mesi di cura, di attesa e di speranza. Da questo gesto antico, che accompagna da secoli la storia delle comunità rurali, prende vita la 4ª edizione della Festa dell'Abbondanza, in programma domenica 19 luglio 2026.
Promossa dalla rete TeriTori, la manifestazione è dedicata alla filiera del pane del Biellese e racconta un'esperienza concreta di agricoltura di prossimità, capace di riunire aziende agricole, mugnai, panificatori e produttori locali in un progetto che restituisce valore alla terra, al lavoro e alle persone.
Protagonista della giornata sarà il pane, simbolo universale di vita e di condivisione, che nel Biellese torna a essere il risultato di una filiera interamente territoriale. Dalla scelta del seme alla coltivazione del grano, dalla molitura alla panificazione, ogni fase del percorso viene realizzata da imprese locali che amano gli stessi valori: qualità, tutela della biodiversità, rispetto dell'ambiente e valorizzazione delle produzioni del territorio.
La sostenibilità diventa così una pratica quotidiana. Non uno slogan, ma un insieme di scelte concrete: recuperare antiche varietà cerealicole, proteggere la fertilità dei suoli, favorire la filiera corta, ridurre gli sprechi e le distanze tra produzione e consumo, promuovere la biodiversità e rafforzare la collaborazione tra le aziende. Un modello che dimostra come sia possibile coniugare innovazione e tradizione, salvaguardando il paesaggio e costruendo un'economia locale solida.
La mattinata prenderà il via alle ore 10 con l'accoglienza dei partecipanti. Alle 10.30 spazio ai "Racconti di territorio", dedicati alle persone che, con il loro lavoro e la loro passione, rendono possibile una nuova agricoltura del luogo.
Nel primo incontro, "Dal seme al pane", Manuel Poli, Roberto Mercandino e Alberto Olivetti illustreranno il percorso che accompagna il grano dalla semina fino alla panificazione, raccontando come sia stato possibile ricostruire una filiera completamente locale.
Seguirà l'approfondimento dedicato a "Api e biodiversità", con Paolo Detoma e Andrea Mondin, che illustreranno il ruolo fondamentale degli insetti impollinatori nella salvaguardia degli ecosistemi e nella qualità delle produzioni agricole, ricordando come la salute dell'ambiente sia strettamente legata al futuro dell'agricoltura.
Tra gli appuntamenti della mattinata figura anche l'intervento di Battista Saiu, presidente dell'Associazione Culturale Sarda “Su Nuraghe” di Biella, dedicato ai carri e alle antiche tradizioni biellesi. Attraverso il racconto della mietitura e del lavoro contadino emergerà il valore della memoria rurale e di quei saperi tramandati nel tempo che ancora oggi rappresentano un prezioso patrimonio culturale. Biellese e Sardegna, pur nelle rispettive peculiarità, conservano infatti una profonda cultura del pane e della terra, fondata sul lavoro, sulla solidarietà e sul rispetto dei ritmi della natura.
Durante la giornata sarà possibile visitare la mostra “Parole di agricoltura, parole di sostenibilità”, un itinerario di immagini, pensieri e memoria che accompagna il visitatore alla riscoperta del legame profondo tra la terra e chi la coltiva. Ogni pannello nasce da una parola: un seme affidato alla curiosità, capace di germogliare in conoscenza, consapevolezza e riflessione.
Il percorso si sviluppa in quattro sezioni che seguono il lento e antico cammino del grano, dalla spiga alla farina, dalla molitura al pane, simbolo universale di vita e condivisione. Al centro del racconto trovano spazio le api e gli altri insetti impollinatori, piccoli protagonisti indispensabili di un equilibrio naturale tanto delicato quanto prezioso, custodi silenziosi della biodiversità e del futuro dell'agricoltura.
Realizzata dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” nell'ambito del progetto “+Api, Oasi Fiorite – Biodiversità nel Biellese: un dono alla terra”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, la mostra è anche il racconto di una comunità che ha scelto di fare della collaborazione il proprio terreno più fertile.
«La mostra – spiegano i promotori – vuole testimoniare la virtuosa sinergia nata tra realtà diverse del Biellese, unite dal desiderio di custodire la biodiversità, valorizzare il patrimonio agricolo e seminare una cultura della sostenibilità che sappia parlare alle generazioni di oggi e di domani.»
Alle 12.30 il Ristoro TeriTori proporrà un pranzo preparato con i prodotti delle aziende della rete: pane della filiera locale, salumi, formaggi, verdure, miele, bruschette, hamburger e salamelle, accompagnati dalle birre artigianali del territorio, dai vini dell'Azienda Agricola Manfrinati e dal vermouth della Cascina La Grà. Sapori che raccontano il lavoro quotidiano delle aziende agricole e la ricchezza della produzione biellese.
Nel pomeriggio, alle ore 14.30, la manifestazione entrerà nel suo momento più simbolico con "Camminando verso l'Abbondanza", una passeggiata fino al campo dove sarà effettuata la trebbiatura dell'antica varietà di grano Abbondanza, recuperata e valorizzata dalla rete TeriTori. Il percorso offrirà l'occasione per conoscere la storia di questo cereale e comprendere come il recupero della biodiversità rappresenti oggi una delle sfide più importanti dell'agricoltura sostenibile.
La trebbiatura segnerà la conclusione di un anno di lavoro e, nello stesso tempo, l'inizio di un nuovo ciclo, ricordando che ogni raccolto nasce dall'incontro tra la generosità della natura e la cura dell'uomo.
La festa proseguirà con musica dal vivo, incontri tra produttori e cittadini e momenti di convivialità, trasformando il Parco Agribiologico in uno spazio aperto di dialogo tra agricoltura, cultura e comunità.
La Festa dell'Abbondanza conferma così il proprio significato più autentico: raccontare un mondo che ha scelto di fare rete, valorizzando le proprie eccellenze e costruendo un modello di sviluppo fondato sulla responsabilità ambientale, sulla cooperazione e sulla riscoperta delle tradizioni.
Perché l'abbondanza non si misura soltanto nella quantità del raccolto, ma nella ricchezza delle relazioni, nella custodia della biodiversità e nella capacità di una comunità di condividere il frutto della propria terra, trasformando il pane in un simbolo di futuro.
























