A Biella, quando arrivano le giostre, l’ombrello resta a portata di mano: lo sanno bene i biellesi, che ogni anno salutano la fiera con lo sguardo rivolto al cielo. È una sorta di maledizione: appena vengono montate le attrazioni al piazzale di Città Studi, le nuvole si radunano sulle Prealpi e la pioggia fa capolino. Il Luna Park sarà presto inaugurato e resterà in città fino al 2 giugno, ma, come spesso accade, insieme a luci, giostre e adrenalina sono arrivate anche le polemiche legate alla viabilità.
Alla complicazione dei sensi unici si somma l’eterna questione dei parcheggi. Il grande “parcheggione” di via Cernaia, chiuso per dissesti del manto stradale, è stato riaperto solo parzialmente. Agli spazi sottratti temporaneamente per consentire lo svolgimento della fiera si aggiungono quelli per lavori, allettando le inevitabili proteste.
A Biella basta poco per cambiare umore: se il calendario è vuoto, la città sembra ferma; se si accendono le giostre, comincia la conta dei divieti, dei parcheggi che mancano e delle strade da evitare. La fiera porta luci, famiglie e movimento, ma anche deviazioni e qualche nervo scoperto. Traffico e nuvole sono il prezzo, spesso mal sopportato, di una città che per qualche giorno smette di essere "immobile" e "monotona"...
"La fiera è arrivata. Buonanotte ai lamentoni!"
























