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Benessere e Salute | 23 aprile 2026, 16:08

Ospedale di Biella, arriva la PET/CT: dalla Banca di Asti una donazione di 300 mila euro, via alla raccolta fondi FOTO e VIDEO

Il progetto a cui Banca di Asti ha dato il proprio sostegno mira a garantire un’offerta di prestazioni ad elevata tecnologia, ad oggi non disponibili, e trasformerà Biella in un polo di riferimento

Ospedale di Biella, arriva la PET/CT: dalla Banca di Asti una donazione di 300 mila euro, via alla raccolta fondi

Ospedale di Biella, arriva la PET/CT: dalla Banca di Asti una donazione di 300 mila euro, via alla raccolta fondi

Nella mattinata di oggi, giovedì 23 aprile 2026, presso la Sala Conferenze di Biver Banca in via Carso a Biella, si è svolta la conferenza stampa congiunta “Un nuovo orizzonte di sviluppo per la sanità biellese. Presentazione di un progetto di coinvolgimento del territorio a favore dell’Ospedale di Biella”, in cui Banca di Asti ha ufficialmente annunciato la donazione di 300.000 euro all’ASL di Biella.

Il prof. Roberto De Battistini - Vicepresidente Gruppo Banca di Asti: “Cinque anni fa, nel 2021, l'ASL Biella e la Banca di Asti, con la sua “anima biellese” Biver Banca, avevano trovato un importante terreno comune di collaborazione.  Appena un anno prima era esplosa una pandemia che sembrava inarrestabile, come lo era stata, nel secolo precedente, l'influenza spagnola. Ma, quasi miracolosamente, stavano entrando in produzione vaccini che avrebbero potuto salvare milioni di vite. E cinque anni fa, in questo stesso edificio, ci siamo trovati per inaugurare un importante hub vaccinale, allestito in tempi record grazie alla collaborazione tra la nostra banca e l'Azienda Sanitaria Locale di Biella. E oggi siamo nuovamente qui per illustrare un altro intervento della nostra banca. Abbiamo chiesto ai responsabili della sanità biellese di indicarci un progetto su cui concentrare i nostri sforzi. E abbiamo trovato il progetto che riguarda l'introduzione nell'ospedale di Biella della diagnostica PET/CT (Tomografia a Emissione di Positroni combinata con Tomografia Computerizzata). E' un progetto la cui portata colpisce anche i non addetti ai lavori, per l'ampio spettro di applicazione, dal campo oncologico a quello neurologico e quello cardiologico. Abbiamo allora capito che questa sarebbe stata la carta vincente per impiegare nel modo migliore lo stanziamento della nostra Banca a favore della sanità biellese. In termini di risorse l'impegno complessivo va al di là di quanto, nel corso dell'esercizio 2026, la banca ha ritenuto di erogare, ma abbiamo la certezza che il nostro intervento potrà avere anche un ruolo di catalizzatore, per favorire un processo virtuoso che è già partito e che son sicuro troverà completamento. E questo sarà a favore della comunità biellese, ma anche di coloro che, non facendone parte, ricorreranno alle cure del nostro ospedale.”

Banca di Asti, infatti, ha condiviso l’idea progettuale proposta dall’ASL BI, decidendo così di dare uno slancio decisivo all’avvio di una raccolta fondi per un investimento strategico, qual è l’acquisizione di una PET/CT di ultima generazione, con ampie ricadute sulla popolazione biellese e anche sull’intero quadrante del Piemonte Nord Orientale. 

Si tratta di un sogno nel cassetto che l’Azienda Sanitaria aveva in serbo da oltre dieci anni, già prima dell’apertura del nuovo ospedale, ma che fino ad ora non era stato possibile mettere in cantiere.

Ogni anno circa 800 pazienti del territorio biellese – in gran parte oncologici – si trovano a dover percorrere decine o centinaia di chilometri per sottoporsi a un esame PET/CT, molto spesso in un momento già delicato del loro percorso di cura. Con questo progetto, 800 pazienti all'anno che ad oggi si spostano fuori dalla provincia potrebbero eseguire la PET/CT stando a Biella, con importanti opportunità in termini di qualità della diagnosi e della terapia anche per il futuro. A questi si aggiungono ulteriori pazienti che, in prospettiva, potrebbero beneficiare di questa tecnologia anche in ambito neurologico e cardiologico, per un fabbisogno complessivo di oltre mille esami annui. L’acquisizione della PET/CT da parte dell’ASL di Biella consentirà così di ridurre la mobilità sanitaria, avvicinando la diagnostica ai pazienti e alle loro famiglie, con benefici concreti in termini clinici, organizzativi ed emotivi.

“Fin dal mio arrivo a Biella, ho inserito nel Piano di Rilancio, oltre alla Piattaforma Robotica e alla Sala Ibrida, l’acquisizione della PET, nella consapevolezza della sua importanza strategica in termini di qualificazione e attrattività della struttura nei prossimi 10-15 anni, per le importanti ricadute in termini di innovazione e innalzamento del livello dell’assistenza. - ha dichiarato Mario Sanò, Direttore Generale dell’ASL BI - Ringrazio, a nome di tutta l’Azienda Sanitaria, Banca di Asti per la lungimiranza nella scelta di questo progetto e per aver dimostrato per prima la fiducia nel suo valore. La realizzazione della PET/CT a Biella consentirà di ridurre la mobilità sanitaria, avvicinando la diagnostica ai pazienti e alle loro famiglie, con benefici concreti in termini clinici, organizzativi ed emotivi. Oggi abbiamo voluto iniziare a presentarlo, ma sono previsti ulteriori momenti di condivisione per approfondirlo, anche in riferimento alle future applicazioni della PET/TC non solo in ambito diagnostico, ma in prospettiva anche terapeutico per il trattamento e la cura dei tumori”.

Ad illustrare il progetto durante la conferenza stampa è stato il Responsabile della Medicina Nucleare dell’Ospedale di Biella, Dott. Mirco Pultrone, dal 2009 in forza all’ASL di Biella e alla guida della struttura dal 2011.

CHE COS'È LA PET/CT E PERCHÉ È DIVERSA DALLE ALTRE TECNOLOGIE

La PET/CT, Tomografia a Emissione di Positroni combinata con Tomografia Computerizzata, è oggi considerata lo strumento diagnostico più avanzato disponibile in Oncologia. Mentre le tecnologie tradizionali “fotografano” la struttura anatomica del corpo — le sue forme, le sue dimensioni — la PET/CT va oltre: vede il metabolismo cellulare. Rileva come le cellule si comportano, quanto glucosio consumano, quanto sono attive. Un tumore invisibile alla diagnostica convenzionale può diventare chiaramente visibile in una PET, perché le cellule tumorali hanno un metabolismo accelerato che le tradisce. Non si limita a “fotografare” la struttura del corpo, ma analizza il metabolismo cellulare, consentendo di individuare precocemente le patologie, valutare l’efficacia delle terapie e intercettare eventuali recidive. La tecnologia prevista per Biella sarà di ultima generazione, con rilevatori a stato solido, in linea con gli standard nazionali più avanzati. Rispetto alle macchine tradizionali, offre una sensibilità diagnostica significativamente superiore, immagini più nitide, dosi di radiazione ridotte per il paziente e tempi di esame più brevi.

UNA MACCHINA PER UN INTERO QUADRANTE DI REGIONE

Il Piemonte Orientale è servito da una sola PET/CT pubblica, quella dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara.  Ad Aosta esiste una PET/CT, a Torino ce ne sono diverse, ma tra Biella, Vercelli, la bassa Valle d'Aosta, Ivrea e Chivasso non esiste copertura. Biella si trova a oltre 70 km da Torino e a circa 50 km da Novara. Per un paziente oncologico in chemioterapia, stanco e fragile, ogni chilometro in più è un peso fisico ed emotivo enorme. L'obiettivo di questo progetto è azzerare quella distanza. Pertanto, nel corso del 2022 Regione Piemonte, dopo aver consultato con esito positivo anche la Rete Oncologica Piemontese, aveva comunicato formalmente all’ASL di Biella il proprio parere favorevole a procedere. Il progetto è quindi finalizzato a dare una risposta al bisogno di salute dei cittadini, trasformando la Medicina Nucleare dell’ASL BI in un punto di riferimento per il Biellese e il Quadrante Nord Orientale regionale.

I CAMPI DI APPLICAZIONE DELLA PET/TC

La PET/CT rappresenta uno strumento diagnostico avanzato, impiegato in fasi cruciali del percorso di cura. Consente di studiare i tumori alla diagnosi, valutare precocemente l’efficacia dei trattamenti oncologici, individuare eventuali recidive e supportare approcci innovativi di teranostica. Trova inoltre applicazione in ambito neurologico, per lo studio di demenze e parkinsonismi, e in cardiologia, per la valutazione della vitalità del miocardio.

INQUADRAMENTO DEL PROGETTO

Il progetto non parte da zero. All'interno del reparto di Medicina Nucleare del presidio biellese è già disponibile un’area destinata alla nuova diagnostica: gli spazi sono stati progettati e costruiti contestualmente all'edificazione del nuovo ospedale, ma non finiti.

Il progetto prevede due categorie principali di spesa:

1.Stima lavori per completamento edilizio e impiantistico degli spazi: € 400.000.

2.Stima acquisizione della tecnologia PET/CT, comprese apparecchiature di corredo: €2.640.000, valore commerciale complessivo.

La tecnologia prevista è un modello di riferimento per le acquisizioni nazionali PNRR/CONSIP ed è la macchina più avanzata disponibile sul mercato, quella che definirà lo standard per i prossimi 10-15 anni.

IL FUTURO: UNA PIATTAFORMA IN COSTANTE EVOLUZIONE

Una delle caratteristiche più straordinarie della tecnologia PET/CT è che non è un punto di arrivo: è una piattaforma aperta. La macchina sarà in grado nei prossimi anni di eseguire esami con traccianti che oggi sono ancora in fase di sviluppo o di recente introduzione clinica. Dotarsi oggi di una PET/CT significa quindi non solo rispondere a un bisogno immediato, ma costruire una infrastruttura sanitaria capace di adattarsi alle innovazioni future, garantendo al territorio accesso continuativo alle migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche disponibili.

UN PROGETTO CHE MERITA LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI

La realizzazione della PET/CT a Biella consentirà di ridurre drasticamente la mobilità sanitaria, avvicinando la diagnostica ai pazienti e alle loro famiglie, con benefici concreti in termini clinici, organizzativi ed emotivi.

Ha così commentato il Responsabile della Medicina Nucleare dell’ASL BI, dott. Mirco Pultrone: “L'Ospedale di Biella ha la competenza clinica, il personale formato, gli spazi fisici. La tecnologia esiste. Il progetto è pronto. Ora occorre il sostegno di chi sceglie di credere che la sanità d'eccellenza non sia un privilegio delle grandi città, ma un diritto di ogni paziente. Chi sosterrà questo progetto non finanzierà una macchina: darà a 800 famiglie all'anno la possibilità di affrontare la malattia con meno paura, meno fatica, più speranza.  Noi stiamo investendo sul futuro per i prossimi 20/30 anni".

Nelle prossime settimane saranno rese note le modalità di partecipazione alla raccolta fondi e ulteriori approfondimenti sull’importanza e sulle ricadute del progetto.

"Un intervento in piena sintonia con l’azione territoriale per lo sviluppo dell’ospedale di Biella: come Fondazione non possiamo che esprimere grande apprezzamento per il generoso stanziamento che il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ha deliberato a favore del Biellese. – ha così commentato Michele Colombo, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Biella - L’azione è frutto della lunga tradizione di coordinamento tra Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella (seconda azionista del Gruppo) e si innesta su di un’azione già fortemente consolidata di collaborazione con ASL Biella e che nel recente passato ha già dato frutti importanti a partire dalle prime donazioni, passando per il rafforzamento tecnologico del nuovo ospedale fino ad arrivare alle ultime donazioni: Piattaforma Robotica Chirurgica e Sala Ibrida. Si tratta di risorse molto importanti che si innestano, portando nuova spinta all’innovazione, su progetti già da tempo avviati dall’ASL Bi in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e con i principali partner territoriali e che rapidamente stanno portando grandi frutti alla qualità delle cure, riducendo l’invasività degli interventi e aumentando l’efficacia dei risultati. Oggi questa importante iniziativa del Gruppo CR Asti permetterà di immettere ulteriori risorse nel territorio che ha contribuito a generarle e al contempo immaginare nuovi sviluppi, sempre nel segno della cura che ha al centro il paziente e le migliori soluzioni tecnologiche al suo servizio."

«Oggi presentiamo l'ennesimo esempio che dimostra il valore della sinergia tra pubblico e privato non profit» ha dichiarato Viola Erdini, Presidente della Fondazione Tempia. «Un sistema sanitario efficace e sostenibile si fonda su una collaborazione strutturata tra istituzioni, fondazioni e associazioni del territorio, come quella che, grazie a tutti gli attori coinvolti, siamo stati in grado di creare a Biella. Per progetti come questo e, in precedenza, come lo sviluppo della chirurgia robotica, la clinicizzazione universitaria di alcuni reparti, la digital pathology. Ma la tecnologia, da sola, non è sufficiente. Il valore si realizza pienamente solo quando a queste innovazioni si affiancano competenze, professionalità e dedizione. Per questo il mio grazie va ai medici, agli operatori sanitari e al personale che, ogni giorno, rendono possibile tradurre questi investimenti in cure».

“I vantaggi del “completamento” dell’assistenza sanitaria biellese con l’acquisizione della PET sono evidenti. Come è evidente che l’aver aperto la strada da parte della Banca Di Asti -  che ringraziamo -  sia occasione da non perdere dato il momento favorevole per altre vantaggiose coincidenze a partire dalla possibilità di ricorrere alla centrale di acquisto nazionale Consip. – ha così commentato il Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale, Dott. Leo Galligani – Il salto di qualità, direi la necessità, di non perdere l’occasione riguarda i numerosi benefici assistenziali a favore di molte centinaia di ammalati attualmente in seri disagi, costi, lunghi tempi da rischio-vita, comunque discriminati. L’ospedale è di una città, essenziale coadiutore del benessere; motivo della sua crescita o del suo declino. In questo caso la rinuncia al “completamento dell’assistenza” avrebbe anche effetti negativi connessi, non solo la sottovalutazione di un gesto e di un’opportunità”.

Presenti per la Regione i consiglieri Davide Zappalà ed Elena Rocchi. "L'indice di sviluppo (ISU/HDI), elaborato dall'ONU nel 1990, misura il benessere dei paesi basandosi su tre pilastri: salute (aspettativa di vita alla nascita), istruzione (anni medi e previsti di scolarizzazione) e ricchezza (Reddito Nazionale Lordo pro capite). Ebbene, le fondazioni giocano da protagoniste su tutti questi tre parametri. Dalla ricchezza, grazie alle proprietà alle banche di cui loro sono proprietarie. L'indice di istruzione, sappiamo la Fondazione Cassa di Risparmio, fa protagonista nella nascita universitaria. E poi, infine, la sanità, quello di cui oggi si sta parlando. Io credo che quando le fondazioni riescono a giocare da protagoniste in quelle che sono le priorità assolute di una comunità, si sta facendo del bene"

Ufficio Comunicazione Banca di Asti e Asl BI, s.zo.

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