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Benessere e Salute | 24 marzo 2026, 15:45

Paolo Forno: Come difendersi dall'allergia ai pollini e dalle intolleranze alimentari con il metodo Naet FOTO

"La terapia Naet è un metodo naturale per la rilevazione e il trattamento delle intolleranze alimentari e ambientali, non è invasivo, non ricorre all'utilizzo di farmaci o di aghi, è assolutamente indolore"

Paolo Forno: Come difendersi dall'allergia ai pollini e dalle intolleranze alimentari con il metodo Naet

Paolo Forno: Come difendersi dall'allergia ai pollini e dalle intolleranze alimentari con il metodo Naet

Sono il dottor Paolo Forno, chinesiologo, osteopata D.O. e preparatore atletico professionista, titolare dello studio Scienza dello Sport di Biella (www.scienzadellosport.it), in cui esercito la mia professione da 25 anni.

In quest’articolo, voglio illustrare la correlazione fra l’allergia ai pollini e le intolleranze alimentari.

Siamo entrati nella primavera, il periodo più bello dell’anno, che ci proietterà verso l’estate e le vacanze. In concomitanza con la fioritura degli alberi, però, arriva anche l’allergia ai pollini… Il polline delle piante, rilasciato nell’aria, entra in contatto con le mucose del naso, degli occhi e della bocca, dando origine al fenomeno allergico, che per chi ne è affetto, è un fastidioso sintomo ricorrente. La parola allergia fu coniata nel 1906 dal medico austriaco Clemens von Pirquet dai vocaboli greci ἄλλος, che vuole dire "altro", ed ἔργον che significa "lavoro".

Ma cos’è l’allergia?

L’allergia è una reazione eccessiva da parte del sistema immunitario ad una sostanza innocua come, ad esempio, i pollini delle piante, gli acari della polvere o il pelo degli animali, che alle persone non allergiche non crea alcun problema. Il sistema immunitario riconosce erroneamente questa sostanza innocua come un aggressore, attivando degli specifici anticorpi, le immunoglobuline di classe E (IgE), le quali rilasciano l’istamina. Questa sostanza è un mediatore del sistema neuro-immuno-endocrino e in caso di allergia, determina le tipiche reazioni di congestione, broncospasmo, naso che cola, occhi lacrimanti, infiammazione delle mucose, prurito, irritazioni cutanee, tosse continua ecc. Le allergie sono in forte crescita nella popolazione e i dati ci dicono che negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiate, nei bambini, ma anche in persone di 50-60 anni, che in precedenza non avevano mai avuto problemi di pollinosi o di asma.

In seguito al cambiamento climatico, il calendario delle allergie è cambiato: piante che 15-20 anni fa rilasciavano i pollini a metà febbraio, ora le rilasciano a gennaio e a volte anche durante il periodo natalizio. Le stagioni polliniche sono molto più lunghe e quasi si sovrappongono; quindi, i periodi liberi da pollini si accorciano sempre più. Le graminacee, in particolare, tendono ad anticipare la pollinazione rispetto al passato e in alcune annate mostrano anche una seconda fioritura a fine estate. In più, si aggiunge la diffusione di specie allergeniche in aree dove in precedenza erano rare: l’ambrosia, originaria del Nord America, si è espansa in molte zone d’Europa e oggi figura tra le principali cause di rinite allergica respiratoria anche in Italia. Inoltre, durante i temporali particolarmente intensi, i pollini tendono a frammentarsi e liberare grandi quantità di particelle allergeniche, generando picchi di attacchi asmatici nel fenomeno noto come “asma da temporale”. Una componente spesso trascurata, ma che è alla base delle allergie, è che nella persona colpita, c’è sempre un problema all’intestino che non funziona in modo corretto, conseguenza del consumo di cibi non ben tollerati dall’individuo. Le intolleranze si manifestano per accumulo e non immediatamente, al contrario delle allergie che sono quasi istantanee nell’evidenziarsi. Introducendo nell’organismo alimenti a cui siamo intolleranti, col passare del tempo, si crea un accumulo di materiale irritante. Questo aumento di tossine, crea uno squilibrio nel microbiota intestinale, cioè nei batteri che colonizzano l’intestino, i quali governano il suo corretto funzionamento e poiché il 70% del sistema immunitario si trova a livello intestinale, si capisce bene che questa alterata funzionalità, favorisca significatamene l’instaurarsi delle allergie.

La rilevazione di un’allergia rispetto ad un’intolleranza è più facile, in quanto all’introduzione di un determinato alimento o con il contatto o l’inalazione di una certa sostanza, appaiono subito i sintomi. L’intolleranza invece ha delle manifestazioni più subdole e ritardate, più difficili da interpretare. Però alla base dell’allergia, che sia ai pollini, agli acari, al nichel, ai peli degli animali, a certi cibi, ecc., c’è sempre un’intolleranza alimentare.

L’allergia ai pollini comporta sintomi quali: asma, congestione e senso di naso chiuso, sternuti frequenti, tosse, arrossamento e lacrimazione degli occhi, cefalea, senso di stanchezza e difficoltà di concentrazione, orticaria, prurito. Le reazioni gravi richiedono un trattamento d’emergenza al pronto soccorso. Queste reazioni allergiche vengono in parte mitigate con l’assunzione di farmaci come antistaminici, cortisonici, decongestionanti e stabilizzatori di membrana, i quali però alleviano i sintomi, ma non risolvono la causa. Spesso però, i sintomi allergici, non sono altro che la classica goccia che fa traboccare il vaso, poiché l’organismo, già saturo di tossine accumulate da una o più intolleranze alimentari o ambientali pregresse, oltrepassa il limite di sopportazione e mette in atto queste reazioni sintomatiche di difesa. Le forme allergiche, quindi, dipendano in parte dallo stimolo esterno, esempio i pollini, ma soprattutto dal livello di infiammazione e di intossicazione dell’organismo in seguito al consumo di alimenti a cui si è intolleranti.

Un interessante ricerca da parte di Brant E.B. et al., apparsa su J Allergy Clin Immunol nel 2006, rileva che soggetti non allergici ai pollini, ma intolleranti ad alcuni cibi, quando mangiavano il cibo responsabile dell’intolleranza e andavano in contatto con pollini, acari e altri allergeni ambientali, ai quali peraltro non erano allergici, mostravano poi i sintomi classici di allergia respiratoria. Le persone allergiche, soprattutto ai pollini, hanno anche una maggiore probabilità di sviluppare un’allergia alimentare. Questo perché si determinano le cosiddette reazioni crociate o cross-reazioni tra sostanze inalate e alcuni cibi, esempio tra la betulla e la mela, le graminacee (avena, frumento, mais, orzo, riso, segale ecc.) e il pomodoro, l’artemisia e il cavolfiore, il lattice e le banane, ecc. Ciò avviene abbastanza frequentemente, perché, il sistema immunitario di queste persone, già sensibile alle proteine presenti nei pollini, riconosce come simili quelle contenute negli alimenti vegetali, innescando quella che viene definita reazione crociata. Così, chi evidenzia una manifestazione allergica ad una delle sostanze, spesso sviluppa una reazione anche all’altra. 

La terapia Naet che pratico è particolarmente indicata per contrastare le allergie, come ho spiegato negli altri articoli che potete consultare nel mio sito, poiché si annullano le intolleranze alimentari ed ambientali e si va a riprogrammare l’erronea risposta del sistema nervoso e del sistema immunitario alle sostanze cui il soggetto risulta ipersensibile. Con il metodo Naet, l’organismo in sofferenza viene trattato dal punto di vista frequenziale e non chimico o strutturale. come avviene con l’approccio tradizionale.  Si andranno quindi ad intercettare le frequenze disturbatrici delle sostanze allergiche (pollini, acari, peli degli animali ecc.) che le rendono intolleranti all’individuo e le si reindirizzeranno, in modo da renderle compatibili con l’organismo della persona, facendo sì che il sistema immunitario non venga continuamente attivato. In questo modo si ripristinerà un corretto equilibrio del sistema immunitario, riducendo di molto le reazioni sproporzionate di difesa nei confronti di sostanze innocue, che però, scatenano i sintomi allergici. In seguito al trattamento Naet, le cellule ritorneranno a comunicare fra loro senza interferenze disturbatrici e il soggetto potrà ritrovare un buon stato di salute. Dopo poche sedute, la persona otterrà già dei benefici e in breve tempo vedrà ridursi notevolmente o anche sparire i fastidiosi sintomi che gli pregiudicavano il benessere.

La terapia Naet è un metodo naturale per la rilevazione e il trattamento delle intolleranze alimentari e ambientali, non è invasivo, non ricorre all'utilizzo di farmaci o di aghi, è assolutamente indolore, non ha nessun effetto collaterale e non va in contrasto ad un’eventuale terapia farmacologia in atto, anzi a volte la coadiuva, alleviando eventuali ipersensibilità ai farmaci utilizzati e può essere ricevuto a qualsiasi età.

Cliccando qui https://www.scienzadellosport.it/Intolleranze-ambientali-alimentari.php   si può approfondire l’argomento consultando gli altri articoli che ho scritto sulle allergie, la relazione tra le intolleranze e la sensibilità al glutine o ai dolori articolari e guardare i miei interventi a riguardo a Story Time e in una puntata di “Laboratorio salute” su Telecolor in cui dimostro la pratica nel dettaglio.

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