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POLITICA | 17 marzo 2026, 12:09

Referendum sulla giustizia: quando si vota, i documenti utili, cosa prevede la riforma

Come accade per tutti i referendum costituzionali, anche in questo caso non è previsto un quorum

Referendum sulla giustizia: quando si vota, i documenti utili, cosa prevede la riforma

Referendum sulla giustizia: quando si vota, i documenti utili, cosa prevede la riforma

I cittadini italiani sono chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". I seggi saranno aperti nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle ore 15. 

Sono previste tariffe agevolate per gli elettori che si recheranno a votare nel proprio comune di iscrizione elettorale. Tutte le informazioni di dettaglio sono contenute nella circolare n. 19 della Direzione centrale per i Servizi elettorali del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali. Gli elettori potranno usufruire delle agevolazioni applicate dagli enti e dalle società che gestiscono i servizi di trasporto ferroviario, marittimo, autostradale e aereo, secondo quanto di seguito riepilogato. Per altre info QUI

Come accade per tutti i referendum costituzionali, anche in questo caso non è previsto un quorum. La validità del voto non dipende dalla percentuale di affluenza, ma esclusivamente dal numero di voti favorevoli o contrari espressi dagli elettori. L’esito del referendum sarà dunque determinato dalla maggioranza dei voti validi, indipendentemente dal livello di partecipazione. 

Il cuore della riforma è la distinzione formale tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, che vengono collocati in due carriere separate, ciascuna dotata di propri meccanismi di governo interno. La riforma modifica diversi articoli della Costituzione, ridefinendo l’assetto dell’autogoverno e i criteri di organizzazione delle funzioni giudiziarie.

In termini pratici, votare SÌ significa approvare il testo della legge costituzionale e consentirne l’entrata in vigore definitiva. La riforma produrrà quindi i suoi effetti sull’organizzazione della magistratura, secondo le modalità previste dal legislatore e dalle successive leggi di attuazione. In questo caso entrerebbero in vigore le nuove regole previste dal testo: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati inquirenti, l’istituzione di due Consigli superiori distinti e la creazione di una nuova Corte disciplinare.

Votare NO, invece, comporta il rigetto della riforma: il testo non entrerà in vigore e resterà valido l’assetto costituzionale precedente.

La scheda sarà di colore verde. Quali documenti servono? I cittadini che si presentano ai seggi dovranno presentare un documento di identità valido (carta d’identità o passaporto) e la tessera elettorale. Se gli spazi per la certificazione del voto sono esauriti, bisogna richiedere il rinnovo esibendo il vecchio documento e un documento d’identità all’Ufficio Elettorale. In caso di furto o smarrimento, l’elettore può ottenere un duplicato in Comune.

s.zo.

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