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CULTURA E SPETTACOLI | 13 marzo 2026, 07:10

Fondazione Sella alla 15ª edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas

L’opera fotografica di Vittorio Sella – circa 35.000 fototipi – è custodita da Fondazione Sella in modo rigorosamente filologico, insieme ai documenti personali, alle lettere, ai diari e all’attrezzatura fotografica e alpinistica.

Fondazione Sella alla 15ª edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas

Fondazione Sella alla 15ª edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas

Fondazione Sella partecipa per il terzo anno consecutivo a MIA Photo Fair BNP Paribas, la più importante fiera italiana dedicata alla fotografia, confermando il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio fotografico storico in dialogo con la scena contemporanea internazionale.
La quindicesima edizione, organizzata da Fiere di Parma e diretta da Francesca Malgara, si intitola “Metamorfosi”: un tema che attraversa linguaggi, identità, pratiche artistiche e codici visivi, ispirandosi all’opera di Ovidio e alla sua visione del cambiamento come condizione universale dell’esistenza. La metamorfosi diventa così chiave di lettura della contemporaneità, capace di raccontare tanto le trasformazioni dell’immagine – dalla fotografia analogica alla post-produzione digitale – quanto quelle culturali e sociali del nostro tempo.
Un concetto che dialoga profondamente con la storia di Fondazione Sella e con il patrimonio che custodisce: un archivio in cui memoria e contemporaneità si incontrano in un continuo processo di rilettura e rinnovamento.

L’edizione 2026 conferma gli spazi di Superstudio Più in via Tortona, nel cuore di uno dei quartieri più dinamici di Milano. La fiera si presenta con un layout completamente rinnovato, pensato per rispondere alle esigenze espositive e favorire una fruizione che coniughi dimensione commerciale, esperienza culturale e socialità.

Lo scatto del tempo. L’archivio diventa racconto 

All’interno della sezione “Istituzioni”, che riunisce enti culturali attivi a livello nazionale e internazionale, Fondazione Sella presenta al pubblico il volume Lo scatto del tempo. Vittorio Sella, il fotografo e il suo archivio. Le presentazioni si terranno presso lo stand della Fondazione giovedì 19 e venerdì 20 alle 17.00, con Andrea Pivotto, curatore dell’archivio fotografico di Fondazione Sella e Giulio Favotto, fotografo e visual researcher che ha curato le immagini contemporanee del volume. Realizzato in collaborazione con Antiga Edizioni e con il contributo di Strategia Fotografia 2024, bando promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il volume mostra per la prima volta in modo organico l’archivio del grande fotografo ed esploratore Vittorio Sella. Conosciuto a livello internazionale per le straordinarie immagini realizzate dalle vette delle principali catene montuose del mondo, Sella emerge in questo lavoro in una dimensione più intima e meno nota. Attraverso fotografie, documenti, lettere, diari e materiali d’archivio da lui stesso organizzati, il libro restituisce non solo l’opera ma anche il metodo: una pratica fotografica sempre accompagnata da un rigoroso sistema di catalogazione, conservazione e da una fitta rete di relazioni nazionali e internazionali. Accanto alle fotografie – in parte inedite – realizzate sulle Alpi e in altri importanti gruppi montuosi del mondo, trovano spazio immagini legate alla vita privata: la casa, i luoghi familiari, i viaggi con i propri cari. I contributi di studiosi di fotografia e di alpinismo ne rivelano la personalità, le riflessioni, le fragilità e i timori, ampliando lo sguardo su una figura spesso identificata esclusivamente con l’epica dell’alta quota. Il volume è arricchito dalle immagini contemporanee di Giulio Favotto, che documentano gli spazi di lavoro e conservazione dell’archivio, restituendo l’atmosfera dei luoghi dedicati alla cura del materiale fotografico, ieri come oggi. L’esposizione a MIA segue l’impostazione del libro: è pensata per rappresentare il dialogo profondo costruito da Sella tra opere, scritti, oggetti e strumenti di lavoro, un sistema complesso e coerente giunto sino a noi. Un esempio emblematico di metamorfosi: il momento in cui l’archivio diventa racconto e si apre a nuove possibilità di interpretazione. Molto apprezzato in vita, Vittorio Sella è considerato maestro della fotografia naturalistica da numerosi autori, tra cui Ansel Adams.

Il patrimonio di Fondazione Sella

L’opera fotografica di Vittorio Sella – circa 35.000 fototipi – è custodita da Fondazione Sella in modo rigorosamente filologico, insieme ai documenti personali, alle lettere, ai diari e all’attrezzatura fotografica e alpinistica. 

La Fondazione, ente culturale istituito nel 1980 a Biella, conserva e valorizza un archivio di straordinaria rilevanza per la storia locale e nazionale: oltre 1.000.000 di fototipi databili dal 1839 e 2,5 chilometri di documenti cartacei a partire dal 1243.

c.s.Fondazione Sella, s.zo.

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