Nella giornata di ieri lunedì 24 novembre presso l'ospedale di Biella il progetto della Sala Ibrida è diventato realtà grazie alla piena sinergia tra ASL BI, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Associazione Amici dell’Ospedale di Biella e Regione Piemonte, attraverso il finanziamento derivante del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Il nosocomio del nostro territorio è il quarto in Piemonte a dotarsi di una Sala Ibrida, insieme all’Ospedale Mauriziano, alla Città della Salute di Torino e all’Ospedale di Cuneo, ed è il primo del quadrante del Piemonte Nord Orientale di cui fanno parte le Aziende Sanitarie di Biella, Vercelli, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.
Di che cosa si tratta? E' una sala operatoria ad altissima tecnologia che integra apparecchiature diverse (radiologiche ed ecografiche) estremamente sofisticate e in cui si possono eseguire procedure chirurgiche con tecniche multidisciplinari e sempre meno invasive, cioè basate su piccole incisioni con conseguente riduzione delle complicanze ed una maggiore qualità ed efficienza della struttura sanitaria che ne è dotata.
Ha così commentato l’ing. Alberto Petti, Responsabile S. S. Ingegneria Clinica ASL BI: “La realizzazione di una sala con questa tecnologia permetterà all'ASL di Biella di posizionarsi ancora più in alto nel ranking degli ospedali regionali e di essere, come speriamo, attrattivo per i professionisti che potranno vedere nel nostro ospedale un centro anche tecnologico di eccellenza”.
Il direttore della Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, Enzo Forliti, sottolinea l’importanza della nuova Sala Ibrida a Biella: «Il futuro è ibrido, ossia prevede interventi di chirurgia open ed endovascolare». Grazie alla Sala, «l’attività chirurgica effettua un grande miglioramento dal punto di vista qualitativo», permettendo agli operatori di lavorare in un ambiente tecnologicamente avanzato e ottimizzare i gesti già eseguiti in precedenza. La struttura è particolarmente indicata «per la patologia aortica complessa», garantendo standard elevati di sicurezza e qualità, con benefici diretti per il paziente: tempi di recupero più rapidi, minore necessità di assistenza e riduzione dell’occupazione dei posti letto. Anche gli operatori ne traggono vantaggio «con minor rischio radiologico e piena efficienza».
“Quando sono arrivato a Biella, tre anni e mezzo fa, la Sala Ibrida era un sogno che poi è diventato un progetto e adesso è realtà – ha commentato Andrea Rognoni, Direttore S.C. Cardiologia – UTIC – Il miglioramento tecnologico è alla base della crescita professionale degli operatori perché permette di eseguire un numero sempre più ampio di procedure non soltanto vascolari, ma anche cardiologiche che fino ad oggi in questo centro non potevano essere eseguite”.
La realizzazione della Sala Ibrida è stata possibile grazie ad un’operazione complessiva di investimenti che ha visto unite, al fianco dell’ASL BI, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Associazione Amici dell’Ospedale di Biella e che ha comportato un investimento di circa 2 milioni di euro.
“È stata una bellissima avventura anche dal punto di vista tecnico – ha commentato l’ing. Maurizio Zettel, Direttore S.C. Tecnico ASL BI - Dal momento in cui questa azienda ha deciso di dotarsi di una Sala Ibrida è innanzitutto partita la ricerca delle possibili fonti di finanziamento, sia per le apparecchiature, in particolare per l’angiografo, sia per la parte relativa ai lavori di allestimento della sala. È stata un’operazione complessa, in quanto si è dovuti intervenire all’interno di un blocco operatorio funzionante, obbligandoci ad adottare particolari soluzioni per consentire di non interferire con le attività in corso”.
Il Blocco Operatorio dell’Ospedale di Biella, composto da 13 sale operatorie, così come progettato e realizzato all’atto dell’apertura, grazie ai progetti a cui si è data attuazione in occasione del Decennale, con l’introduzione della chirurgia robotica e la creazione della Sala Ibrida da 100 metri quadri, ricavata da due di queste sale, risulta ulteriormente rinnovato e potenziato.
Un ulteriore caratteristica della Sala Ibrida è la sua classificazione ISO 5, andando ad aggiungersi alle ulteriori 2 sale operatorie tradizionali che soddisfano particolari requisiti di qualità in riferimento al trattamento dell’aria. Le sale operatorie con classificazione ISO 5 prevedono flussi laminari che garantiscono un livello di pulizia dell’aria estremamente elevato, essenziale per interventi chirurgici complessi, come quelli di chirurgia protesica, riducendo la carica batterica e minimizzando il rischio di infezioni.
Il sistema angiografico pensile, Alphenix Sky + di Canon, installato a soffitto, assicura elevata qualità di immagine, massima riduzione della dose di radiazioni, nessun limite delle potenzialità interventistiche, sicurezza massima, facilità d’uso e elevato comfort per il paziente.
Nelle prime due settimane di attività sono stati eseguiti quasi 50 interventi, con ricadute immediate per i pazienti, che con tempi di recupero molto rapidi possono vedere risolte patologie complesse. “La sala ibrida rappresenta per il personale infermieristico un'enorme opportunità di crescita professionale – ha commentato Valentina Pozzato, Coordinatore infermieristico del Blocco Operatorio – attraverso l’acquisizione di competenze tecniche avanzate è possibile aumentare gli standard qualitativi offerti ai pazienti ed innalzare il livello di gratificazione del personale”.
Il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò, ha sottolineato che «l’investimento è stato reso possibile da una sinergia territoriale tra le più rilevanti dall’apertura dell’Ospedale», ringraziando Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e l’Associazione Amici dell’Ospedale per il contributo che ha valorizzato un «modello virtuoso di sviluppo progettuale». Sanò ha evidenziato come l’iniziativa rafforzi l’attrazione dell’ASL BI, considerando che «nell’ambito della sola chirurgia vascolare l’80% dell’équipe non è biellese e circa il 40% dei pazienti viene da fuori provincia».
Il dott. Leo Galligani, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, ha evidenziato la lungimiranza del progetto: «Siamo alla fine di un percorso durato 3 anni… Tutto è stato fatto come avremmo voluto fosse fatto… Il risultato ottenuto con Sala Ibrida è certamente molto importante: per la risposta sanitaria in primis, ma anche per i risvolti favorevoli sull’ospedale e sulla città». Galligani ha ricordato il ruolo dei donatori nel sostenere la tecnologia e l’innovazione, sottolineando che «essere il tramite di tutto questo è per noi motivo di orgoglio».
Infine, Michele Colombo, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, ha commentato: «Ascoltare, accompagnare, agire: sono queste le tre azioni che abbiamo messo al centro della nostra strategia… Il risultato è un balzo tecnologico di grande importanza per la sanità biellese, che garantirà un miglior accesso alla cura di qualità a tutti i cittadini e costituirà un ulteriore elemento di attrazione per il Biellese».
Durante l’inaugurazione erano presenti: la Direzione Generale ASL BI, composta dal Direttore Generale Mario Sanò, dal Direttore Amministrativo Paolo Garavana e dal Direttore Sanitario Alessandro Girardi, l’On.le Andrea Delmastro delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Elena Chiorino, Vicepresidente Regione Piemonte, la Consigliera regionale Elena Rocchi, il Vicepresidente della IV Commissione, Davide Zappalà, alcuni Sindaci dei Comuni del territorio dell’ASL BI, tra cui Marzio Olivero, Presidente della Conferenza dei Sindaci e Sindaco di Biella e Roberto Locca, Sindaco di Ponderano, il Direttore S.C. Chirurgia Vascolare ASL BI, Enzo Forliti, il Direttore Dipartimento Medicina e Urgenza e S.C. Cardiologia-UTIC ASL BI, Andrea Rognoni, prof. Fabio Verzini, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare Università degli Studi di Torino, prof. Paolo Fonio, Direttore della Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica dell’Università degli Studi di Torino, Leo Galligani, Presidente Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, Michele Colombo, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e il Segretario Generale, Andrea Quaregna.

























