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Newsbiella Young | 10 aprile 2022, 08:00

"Crea il tuo presente in funzione del tuo passato"

"Crea il tuo presente in funzione del tuo passato"

"Crea il tuo presente in funzione del tuo passato"

«Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…» Scriveva Ungaretti nel 1918, nel bosco di Courton. Questa poesia affascina per il denso e profondo significato, concentrato in una manciata di parole, ancora oggi simbolo di precarietà e dell’effimera leggerezza dell’esistenza umana. Ciò che trapela dalla metafora della foglia secca, pronta, (o non), a staccarsi dal sottile e fragile ramettino che la sostiene all’albero, è indice della negazione di una realtà certa nei momenti a venire.

Seppur piena di opprimente leggerezza, dal lato autentico, osservata da un altro punto di vista, potrebbe apparire come l’icona di una rinascita del fuoco, che come la fenice, risorge dalle ceneri. La foglia che cade, come mi piace pensare, è la sapienza del vecchio, che viene tramandata alle generazioni future in forma di pura saggezza. E’ la pratica esperienza d’una vita trascorsa, vissuta sulle basi di chi l’ha preceduta e che grazie all’errore ha imparato a seminare correttezza, che grazie al vissuto è diventata la solida struttura basilare di ogni esperienza. La foglia in sostanza potrebbe non essere ciò che è sempre stato creduto, la sua caduta non è morte sterile ma è nutrimento che decade, dopo aver assolto il suo compito, ormai pronta, renderà il suo nutrito spirito. La chioma ormai secca, in autunno cade, ma il suo giaciglio non è lontano dalla madre, in modo che i ricordi, le esperienze e gli errori, possano nutrire le nuove generazioni di foglie, che presto, renderanno ancor più rigogliosa la «memoria del tempo». Esatto, memoria del tempo, più saggia di noi la natura vegetativa si annota ogni florida estate e ogni rigido inverno, attraverso gli anelli che custodisce al suo interno. Se violato, quel lungo segreto, potrà smascherare le grandi differenze fra l’uomo e la pianta, che con pazienza rinnova la vita. […] Ascolta le querce secolari, pare difficile ma più di noi lavorano al proprio futuro sulla base di esperienze passate.

Noi umani, esseri intelligenti sbagliamo di continuo, intelligenti e diabolici in quanto perseveriamo anche su ciò che nuoce, al contrario delle piante, che osservano con fermezza e infinita saggezza. Hanno percepito la difficoltà come opportunità di rinascita e come la negazione di qualcosa, può donare la forza per riuscire ad ottenerlo. Crea il tuo presente in funzione del tuo passato e il futuro sarà la storia che ti raccontavi da bambino…

Giacomo Chiarini

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