"Open Fiber e Infratel devono recuperare subito i forti ritardi che stanno accumulando sul piano per la posa della banda ultralarga nelle aree montane del Piemonte. I sindaci sono preoccupati e anche i primi Comuni a partire, in fase 1, chiedono certezze sui tempi. A dicembre 2017 ci era stato detto, agli Enti e anche alla Regione, che i primi lavori sarebbero iniziati a giugno 2018. Così non sarà e vogliamo avere un preciso cronoprogramma che recuperi questi mesi persi".A parlare Paola Vercellotti e Marco Bussone, vicepresidenti di Uncem Piemonte, in merito al Piano Bul che vede Open Fiber concessionario dei lavori, per 294 milioni di euro di interventi, in 1190 Comuni piemontesi.
L'operazione banda ultralarga è decisiva anche per il nostro territorio. "Nel Biellese - spiega Vercellotti - le aree maggiormente scoperte risultano quelle della Valle di Mosso, della Valsessera e una parte della Valle Elvo. È da troppi anni che la aspettiamo e che siamo in attesa di questi interventi. Non possiamo rimanere scottati anche ora, proprio mentre il digital divide potrebbe finalmente essere ridotto e sconfitto. Turismo e banda ultralarga infatti, non sono due temi svincolati l'uno dall'altro. Il nostro territorio comincia ad essere competitivo e offre un turismo di ultima generazione, con soggiorni di breve durata alla portata di tutti. Se collaboriamo con i territori limitrofi possiamo dare una risposta più completa ai soggiorni nella zona del Piemonte "minore", con un'offerta che copra tutte le stagioni e che soddisfi le diverse esigenze e preferenze: questo è anche uno degli obiettivi degli Stati generali del turismo. Anche a livello agroalimentare non abbiamo nulla da invidiare alle altre zone della regione e dell'Italia, con eccellenze di vini, formaggi e specialità gastronomiche rinomate. Insomma, un territorio come il nostro è senza dubbio un valore aggiunto all'offerta turistica".
Fin dal primo giorno, Uncem Piemonte ed Anci Piemonte hanno supportato il piano per l'installazione della banda ultralarga. "E continuiamo a lavorarci - proseguono i vicepresidenti - ma ora Open Fiber deve dire realmente quando pensa di iniziare i primi interventi, scavando e tirando cavi. Informi i Comuni, le nostre Associazioni, la Regione Piemonte alla quale abbiamo chiesto di convocare una 'Cabina di regia' urgente sul piano banda ultralarga. Non è vero, come ci viene detto, che vi è un problema autorizzativo, visto che le convenzioni sottoscritte dai Comuni, anche con il Mise, parlano chiaro. Non capiamo i motivi dei ritardi e non capiamo soprattutto perché Open Fiber, per le prime progettazioni, abbia scelto una serie di ditte subappaltatrici mandate nei paesi e nelle aree montane senza informare le Amministrazioni comunali. I Sindaci in pochissimi casi sapevano dei sopraluoghi. Così si sono rivolti a noi con grande sconcerto. Il piano va corretto". Intanto, Uncem è a disposizione e continuerà a monitorare la situazione, assicurando massima assistenza agli Enti locali".






















