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COSTUME E SOCIETÀ | domenica 19 novembre 2017, 08:00

Italia misteriosa: Il primo avvistamento italiano di “Oggetti volanti non identificati” (UFO) avvenne a Roma nel 1915

A cura di Roberto Gremmo

Italia misteriosa: Il primo avvistamento italiano di “Oggetti volanti non identificati” (UFO)  avvenne a Roma nel 1915

Il primo “oggetto volante non identificato” venne avvistato sui cieli di Roma nel 1915.

    Dalle polverose carte di Polizia conservate all’“Archivio Centrale dello Stato” spunta una vicenda singolare, rimasta praticamente sconosciuta fino ad oggi.

   Tutto cominciò con una lettera allarmata, spedita il 12 giugno 1915 da uno spaventato cittadino romano al quotidiano cittadino “Il Messaggero” per segnalare l’avvistamento sui cieli della capitale di un “aerostatico con luce rossa, come tanti palloncini che il popolino si diverte in certe ricorrenze festive di lanciare nell’aria”.

   L’avvistamento avveniva poche settimane dopo la sciagurata entrata in guerra dell’Italia e dunque il timoroso signore romano si era convinto che si trattasse di un qualche marchingegno nemico e aveva subito avvertito chi di dovere perché in altri tempi “non ci avre[bbe] fatto caso, ma oggi [era] diverso, tutto può dar sospetto”.

   Perciò scriveva al giornale dicendo d’aver visto distintamente per diverse notti, sempre alla medesima ora, poco prima di mezzanotte “sorgere fra il Vaticano e Monte Mario questo aerostatico sospetto innalzarsi in costante velocità, e perdersi fra le stelle che formano l’Orsa Maggiore ripiegando poi indietro fino alla sparizione”.

   Il giornale non pubblicò la lettera allarmista ma, prudentemente, la trasmise ai vertici della Polizia che avviò subito le opportune ricerche.

    Soltanto dopo dieci giorni, il Prefetto di Roma scrisse al Ministero dell’Interno, spiegando che l’aerostato misterioso sarebe stato un innocuo aggeggio scientifico, “il palloncino pilota, che ogni sera, verso le 23, viene lanciato dalla sezione areologica per stabilire la direzione del vento”.

   Benché il Prefetto non spiegasse per quale ragione l’oggetto volante non identificato emettesse ad intermittenza una strana luce rossastra, la spiegazione parve rassicurante e dell’avvistamento non si parlò più.

    Ma la storia non era finita.

   Neanche sei mesi dopo, veniva avvistato un altro oggetto volante non identificato sui cieli di Napoli e, come a Roma, suscitava parecchia apprensione fra la popolazione che già si trovava sotto pressione per una guerra che non sembrava proprio finire e si stava rivelando tutt’altro che vittoriosa.

   Per fortuna, anche in questo caso, i timori si rivelarono assolutamente ingiustificati, perché il 3 dicembre i guardini della “Real Tenuta” di Canditello rinvennero e consegnarono ai Carabinieri “un pallone Militare con relativo strumento, consistente in un cestino con scatola di latta contenente il meccanismo”. 

    Poiché l’aggeggio aveva attaccato al cestino un’etichetta identificativa, fu possibile accertare che si trattava di un pallone “appartenente alla stazione aerologica del Battaglione specialisti Genio in Bracciano” e per ordine della Prefettura di Terra di Lavoro venne prontamente restituito all’esercito.

     I napoletano inquieti  e spaventati avevano davvero visto proprio quell’arnese bellico ? O che altro ?

    Non sappiamo.

   Era stata la psicosi bellicista a mettere in allarme senza giustificazione i cittadini ? O le autorità minimizzavano un fenomeno che non sapevano spiegare, dando una spiegazione di comodo ?

    Negli archivi di Polizia non risultano altri avvistamenti di questo tipo per tutta la durata del conflitto.

   Dovranno passare decenni perché simili fenomeni vengano classificati fra gli “Unidentified Flying Object” e diventare famosi.  

  Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

   Il nuovo libro di Roberto Gremmo “Biellese segreto” pubblicato dalle “Edizioni Ieri e Oggi” di Biella verrà presentato sabato 9 dicembre a Borriana alla “Giojera Piemontèsa” organizzata dalla associazione “Sol ëd j’Alp”.

 


Roberto Gremmo - c.c.

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