È entrato in vigore il 1° luglio il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti adottato in 32 Comuni del Biellese. La principale novità riguarda il rifiuto indifferenziato, la cui raccolta è passata da una cadenza settimanale a una quindicinale. L'obiettivo della riorganizzazione è quello di ridurre ulteriormente la quantità di rifiuto non riciclabile prodotto, spingendo i cittadini a una raccolta differenziata sempre più accurata. Un percorso che, però, non è stato seguito da tutti i Comuni del territorio e che, a un mese dall'avvio, sta facendo emergere diverse criticità.
A fare un primo bilancio è il Presidente di Seab, Gabriele Bodo Sasso, che non nasconde le difficoltà incontrate in queste prime settimane. “Siamo partiti nel periodo peggiore possibile – sottolinea – con l'estate, il caldo, le ferie del personale e la necessità di organizzare i turni e le sostituzioni. A settembre dell'anno passato avevano già fatto un'assemblea straordinaria con Cosrab durante la quale avevo già espresso le mie perplessità, ma si è andati avanti comunque come era stato deciso”.
Secondo Bodo Sasso, anche l'aumento delle presenze nelle seconde case ha contribuito ad aumentare il carico di lavoro proprio nel momento più delicato. “È il periodo peggiore per partire – spiega – perché con le seconde case aumenta il numero di persone presenti e, di conseguenza, anche il lavoro da gestire”.
Il problema, secondo il presidente Seab, non sarebbe soltanto legato al periodo scelto per l'avvio, ma anche alle modalità con cui il cambiamento è stato introdotto. “Era un sistema che si sapeva che in alcuni paesi avrebbe potuto non reggere. Sulla carta è facile fare i conti con la matita, ma nella pratica le cose vanno gestite. Sarebbe stato necessario procedere in maniera graduale, non tutti insieme, dando ai Comuni il tempo di organizzarsi”.
L'avvio contemporaneo in 32 Comuni, aggiunge Bodo Sasso, ha avuto inevitabilmente ripercussioni anche sull'organizzazione del servizio. “Trentadue Comuni tutti insieme sono tanti. Sono state cose che abbiamo messo sul tavolo e abbiamo detto chiaramente che, secondo noi, non era il sistema corretto. Si è voluti andare avanti lo stesso”.
Un altro elemento di criticità riguarda le risorse aggiuntive per affrontare eventuali emergenze. “A fine aprile avevamo chiesto la possibilità di avere delle squadre jolly in caso di difficoltà – ricorda il presidente – ma ci è stato detto di no. La teoria è una cosa, la pratica è un'altra”.
Nel frattempo la questione è arrivata anche sul tavolo delle organizzazioni sindacali. “Abbiamo ricevuto una richiesta di convocazione urgente da parte delle sigle sindacali, proprio per discutere dell'aumento dei carichi di lavoro – conferma Bodo Sasso – e stiamo fissando un incontro”.
Il giudizio sul sistema, dopo il primo mese, è dunque netto: “Non è sostenibile. Devono essere applicati alcuni correttivi, così non regge”.
Bodo Sasso respinge infine l'idea che sia stata Seab a decidere autonomamente la nuova organizzazione della raccolta. “Mi spiace sentire dire che sia stata Seab a volerla. Noi eseguiamo il contratto con Cosrab e con i Comuni: siamo gli esecutori, non siamo noi a decidere il sistema. Noi eravamo scettici fin dall'inizio e, alla luce di quello che è successo in questo primo mese, evidentemente non avevamo torto”.
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ECONOMIA | 12 agosto 2026, 06:50
Rifiuti, il nuovo sistema dopo un mese, Seab: “Devono essere applicati dei correttivi”
Dal 1° luglio in 32 Comuni della provincia di Biella la raccolta dell’indifferenziato è passata da settimanale a quindicinale. Il presidente Seab Gabriele Bodo Sasso: “Partenza nel periodo peggiore"
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