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ATTUALITÀ | 26 luglio 2026, 06:50

Argentero: "La gestione dell'aria è il primo passo per un'impresa sostenibile" FOTO

Gestione ambientale: la matrice Aria, tra camini ed emissioni invisibili

Argentero: "La gestione dell'aria è il primo passo per un'impresa sostenibile"

Argentero: "La gestione dell'aria è il primo passo per un'impresa sostenibile"

Nel nostro scorso incontro abbiamo introdotto il concetto di "matrici ambientali", i pilastri del nostro territorio. Oggi entriamo nel dettaglio della prima di esse: l'aria. Per chi gestisce un’officina, un impianto produttivo o un’attività artigianale, l’aria rappresenta spesso la matrice più complessa da monitorare, proprio perché ciò che immettiamo in atmosfera è in gran parte invisibile a occhio nudo, ma ha un impatto immediato e collettivo.

L’aria non ha confini aziendali. Un inquinante rilasciato all'interno di un capannone o convogliato all'esterno diventa immediatamente parte dell'ambiente in cui vive l'intera comunità. Per questo motivo, la gestione dell'aria richiede un approccio rigoroso, che parta da un'analisi oggettiva di ciò che accade all'interno dei nostri processi produttivi.

Le emissioni convogliate: l'importanza dei camini

Quando parliamo di attività produttive, il primo pensiero va ai camini. In termini tecnici si parla di "emissioni convogliate": fumi, vapori o polveri che vengono catturati alla fonte (ad esempio sopra un banco di saldatura, una cabina di verniciatura o un forno) e spinti verso l’esterno attraverso un condotto.

Il punto di forza di questo sistema è la tracciabilità. Un camino è un punto preciso, misurabile e controllabile. Gestire correttamente questa matrice significa sapere esattamente cosa esce da quel "tubo". Qui non servono supposizioni: i rilievi affidati a laboratori specializzati permettono di misurare la concentrazione degli inquinanti e verificare che i sistemi di abbattimento — come i filtri a maniche per le polveri o i carboni attivi per i solventi — stiano facendo il loro lavoro, garantendo il rispetto dei limiti previsti dall'autorizzazione.

A questo si affianca un risvolto economico spesso trascurato: un impianto di filtrazione intasato o mal gestito sforza i motori e aumenta i consumi elettrici. Un sistema di abbattimento ben curato non è quindi un semplice adempimento normativo, ma un investimento diretto sull'efficienza dei processi, sul risparmio energetico.

Le emissioni fuggitive: il pericolo invisibile

Esiste però una debolezza che può sfuggire: le "emissioni fuggitive" o diffuse. Si tratta di tutti quei vapori, gas o polveri che non vengono intercettati dai sistemi di aspirazione e che "scappano" da finestre, portoni aperti o micro-perdite delle tubazioni.

Pensiamo all’odore di solvente nell’aria di un reparto, o alla polvere sottile che si deposita sulle superfici. Quelle sono emissioni fuggitive. Ridurre le emissioni fuggitive non richiede necessariamente investimenti colossali: spesso basta migliorare l'isolamento dei processi, curare la manutenzione delle guarnizioni o ottimizzare le cappe di aspirazione esistenti.

Un approccio concreto

Per un artigiano o un piccolo imprenditore manifatturiero, gestire la matrice aria non significa affogare nella burocrazia dei campionamenti, ma sviluppare una sana "manutenzione preventiva".

La domanda da porsi la mattina in azienda deve essere oggettiva: I nostri filtri sono puliti? Le cappe aspirano correttamente o il fumo si disperde nel capannone? Abbiamo sostituito i carboni attivi esausti?

Rispondere a queste domande con i fatti è il primo passo per una gestione ambientale efficiente. In questo, un aiuto fondamentale arriva dalle tabelle di registrazione periodica: annotare le date dei controlli, delle pulizie e delle sostituzioni dei filtri trasforma la manutenzione da una buona intenzione a una prassi dimostrabile e misurabile nel tempo.

Come ho potuto riscontrare in prima persona durante i miei anni alla guida della gestione ambientale in una S.p.A., applicando i principi dello standard UNI EN ISO 14001 (così come avviene per la certificazione europea EMAS), la vera forza di questi sistemi di riferimento internazionali sta proprio nella continuità. Non servono complicazioni: una registrazione ordinata mette al riparo l'azienda da dimenticanze ed errori, dimostrando la bontà dei propri processi anche in sede di verifica.

Nel prossimo articolo sposteremo la nostra attenzione sulla seconda matrice fondamentale: l'acqua, analizzando come una risorsa così preziosa entri ed esca dalle nostre attività e come possiamo proteggerla da contaminazioni accidentali.

Alessandro Argentero Perito Industriale con abilitazione, Auditor ISO 14001

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