Sono 6.380 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di giugno 2026, pari al 20,5% delle entrate complessive previste a livello regionale.
Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 76% delle entrate previste, di contratti a termine, la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (17% di Biella, 18% di Novara e Vercelli e 20% di Verbania), una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 45% e il 49% delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 57% per Novara, al 62% per Biella, al 65% per Verbania e Vercelli).
Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte. Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
PROVINCIA DI BIELLA
Le entrate programmate a giugno 2026 sono 970 (-40 rispetto al 2025); nel 24% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 76% saranno a termine. Si concentreranno per il 62% nel settore dei servizi e per il 64% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.
Il 17% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (12%). In 49 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati. L’11% delle entrate sarà destinato a personale laureato, mentre una quota del 29% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni.
Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi alle persone (180 entrate previste), seguito dai servizi di alloggio e ristorazione (160), dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature e dal commercio (130 in entrambi i settori) e infine dalle costruzioni (90).























