Tramandare la tradizione nel ricordo dei fondatori ma con uno sguardo deciso verso il futuro. È questa la linea adottata dal Comitato del Carnevale Benefico Chiavazzese che, da oltre mezzo secolo, anima la comunità del rione di Biella tra spettacoli teatrali, sfilate di carri allegorici e la fagiolata in piazza.
L’edizione 2026 ha confermato il profondo legame con il territorio: partecipazione numerosa, grande entusiasmo e un bel riscontro di pubblico che gli organizzatori definiscono “oltre le aspettative”. Un successo che non si misura solo nei numeri ma nel clima di collaborazione che ha coinvolto i volontari, le famiglie e le diverse associazioni del quartiere. Come, ad esempio, l'apporto del parroco, don Remo Baudrocco, e degli Alpini di Chiavazza, presenze fondamentali nelle varie attività, specialmente nella gestione degli spazi e nello spirito di servizio, in perfetta sintonia con i valori del Carnevale.
Momento simbolo della manifestazione resta la fagiolata, appuntamento conviviale che richiama sempre un gran numero di cittadini: per quest’anno sono state circa 70 le persone impegnate tra preparazione e distribuzione, con più di 70 paioli messi sul fuoco. Un lavoro corale iniziato molte settimane prima, tra pentoloni, allestimenti e coordinamento logistico, culminato con la distribuzione in piazza delle consuete porzioni.
Accanto alla fagiolata, gli altri eventi in calendario – dallo spettacolo del Cucu al passaggio dei carri allegorici – hanno contribuito a rendere il programma vario e inclusivo, capace di coinvolgere diverse generazioni, come riportato da Davide Lanza, da 15 anni tra le fila del Comitato di cui è il presidente da circa un biennio. Proprio quest’ultimo ha condiviso ai nostri taccuini la sua visione, chiara e netta: garantire la continuità senza rinunciare al rinnovamento. “Il nostro obiettivo – spiega – è portare avanti la tradizione con uno slancio nuovo. C'è bisogno di giovani, energie fresche e idee rinnovate dal momento che l’età media del Comitato si aggira intorno ai 50 anni: è fondamentale avviare un ricambio generazionale che assicuri un futuro alla manifestazione”.
L'appello è rivolto anche alle istituzioni. “Per mantenere viva una tradizione come la sfilata dei carri allegorici, che dura da oltre 50 anni, servono sostegni concreti, sia sul piano economico sia su quello burocratico – sottolinea Lanza - L’organizzazione è sempre più complessa e richiede un supporto adeguato per preservare uno degli ultimi appuntamenti di Carnevale più sentiti e apprezzati dalla popolazione biellese. Investire nuove risorse può contribuire ad attrarre sempre più visitatori, anche da fuori provincia, in un ottica di futuro sviluppo dell'intero territorio. Il Carnevale Benefico Chiavazzese non è soltanto una festa ma un patrimonio identitario per il rione e per l’intera città. Da qui, la sfida dei prossimi anni: coniugare memoria e innovazione, coinvolgendo le nuove generazioni, La tradizione resiste ma è pronta a trasformarsi per restare al passo dei tempi”.
























