Pareti, superfici e rivestimenti tornano a essere protagonisti, soprattutto nei progetti residenziali e negli spazi commerciali. È una tendenza che si nota guardando cantieri, ristrutturazioni leggere e nuovi locali: l’attenzione si concentra sempre più sull’atmosfera complessiva, non sul singolo elemento.
Negli ultimi mesi si parla spesso di superfici materiche, intonaci decorativi e palette più calde. Non è solo una questione estetica. Dietro c’è un cambio di approccio: ambienti meno “da catalogo” e più vissuti, capaci di trasmettere carattere anche senza interventi strutturali importanti. In questo scenario, pitture decorative e rivestimenti assumono un ruolo centrale e il mercato, di conseguenza, accelera.
Superfici materiche: meno perfezione, più profondità
Uno dei segnali più evidenti riguarda il ritorno della materia. Le superfici completamente lisce e uniformi lasciano spazio a pareti che reagiscono alla luce, con leggere irregolarità e texture visibili. Non si tratta di un ritorno allo stile rustico, ma di una ricerca più sottile: finiture che danno profondità senza risultare invadenti.
Sempre più spesso si vedono intonaci decorativi, effetti a calce o superfici ispirate a pietra e cemento, utilizzate per valorizzare una parete specifica o per creare continuità visiva in un ambiente. È una scelta che funziona perché aggiunge carattere senza appesantire lo spazio, e si adatta sia alle abitazioni private sia a negozi, uffici e strutture ricettive.
Colori 2026: tonalità calde e palette più equilibrate
Anche sul fronte cromatico il cambiamento è evidente. I grigi freddi e i contrasti troppo netti stanno lasciando spazio a colori più morbidi e accoglienti. Beige, sabbia, greige caldi, marroni chiari e verdi polverosi compaiono con maggiore frequenza nei progetti recenti.
La logica è chiara: creare ambienti che risultino confortevoli nel tempo, non solo d’impatto. Il colore viene scelto con maggiore attenzione al contesto e alla luce, e spesso dialoga con materiali naturali come legno e superfici opache. Non è raro vedere interni costruiti attorno a una palette coerente, pensata per durare e non stancare.
Ambienti immersivi e pareti protagoniste
Tra le soluzioni più utilizzate c’è anche un approccio più “immersivo” al colore. In alcuni casi, la stessa tonalità viene applicata su più superfici per ridurre gli stacchi visivi e rendere l’ambiente più compatto. È una scelta che funziona soprattutto con finiture opache o leggermente strutturate, capaci di assorbire e riflettere la luce in modo naturale.
La parete protagonista, però, non è più solo una questione di colore diverso. Sempre più spesso diventa una superficie lavorata, con texture e profondità che contribuiscono all’identità dello spazio. Questo spiega perché cresce l’interesse verso pitture decorative e rivestimenti materici, scelti già in fase di progetto e non come semplice finitura finale.
Un mercato che si specializza
Quando la domanda diventa più consapevole, anche l’offerta si struttura. Negli ultimi anni è aumentato il numero di professionisti che lavorano stabilmente con finiture decorative: applicatori specializzati, imprese di ristrutturazione e interior designer che cercano soluzioni riconoscibili e replicabili.
In questo settore si parla sempre più spesso di marchi orientati alle superfici materiche e agli effetti decorativi. Tra i riferimenti citati nel settore compare anche Giorgio Graesan su PeriniColor.it, rivenditore autorizzato del marchio, all’interno di un panorama più ampio che comprende pitture decorative e rivestimenti pensati per progetti residenziali e commerciali.
Il punto, però, non è il singolo nome, ma la direzione del mercato: le superfici non sono più un dettaglio, ma una scelta progettuale.
Cosa cambia per artigiani e imprese
Questo scenario ha ricadute concrete sul lavoro quotidiano.
Molte finiture richiedono competenze specifiche, attenzione ai supporti e una maggiore cura nella fase di applicazione. Di conseguenza, cresce il dialogo tra progettisti e artigiani, perché il risultato finale dipende dall’equilibrio tra materiale scelto ed esecuzione.
Il settore delle pitture decorative e dei rivestimenti appare quindi in piena evoluzione.
Nel 2026 la tendenza sembra destinata a consolidarsi: più attenzione alle superfici, più ricerca sui materiali e una domanda sempre più orientata a soluzioni che sappiano trasformare gli spazi in modo naturale, senza eccessi.
























