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ATTUALITÀ | 20 gennaio 2026, 15:00

Biella accoglie l'appello degli studenti iraniani: la risposta di Città Studi VIDEO

L'intervista ad Ermanno Rondi: "La cultura è la leva del cambiamento".

Biella accoglie l'appello degli studenti iraniani: la risposta di Città Studi

Biella accoglie l'appello degli studenti iraniani: la risposta di Città Studi

Le parole di Ermanno Rondi, presidente di Città Studi Biella, arrivano al termine di un incontro volto a riprendere le testimonianze di quattro giovani iraniani, iscritti al corso di Cultural Heritage and Creativity for Tourism and Territorial Development dell’ateneo di Biella. Grazie alla collaborazione del polo biellese, gli studenti hanno avuto la possibilità di raccontare le drammatiche condizioni che attanagliano il loro Paese, la loro patria, chiedendo maggiore responsabilità e sostegno dall’Italia e dal mondo. Le parole consapevoli, a tratti dure e decise, vengono ben accolte dal presidente Rondi, che intende offrire, nei limiti della sua carica, il sostegno e la vicinanza del territorio.

“Abbiamo ascoltato un racconto che tocca nel profondo – dichiara Rondi al termine delle testimonianze - Nella mia vita professionale ho avuto modo di essere in Iran più volte per lavoro e ho incontrato un popolo straordinario, ricchissimo di giovani e di cultura. L’oppressione è percepibile e dove in pubblico, specialmente le donne, appaiono in un modo, in privato la differenza è evidente: una frattura che evidenzia le criticità del sistema.

“La situazione devastante descritta oggi dagli studenti, evidenzia l’impossibilità della comunità internazionale di intervenire in modo concreto. Eppure, le richieste di questi ragazzi sono ragionevoli e spesso praticabili…”

“Come Città Studi ci sentiamo molto vicini a loro e cercheremo di fare tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità, affinché si possa ridurre l’impatto di ciò che sta accadendo nel Paese”.

Oltre alla situazione emergenziale, Rondi offre la sua posizione in merito al ruolo che questi studenti potranno avere nel futuro dell’Iran: “Un segnale di apertura al cambiamento arriva dai molti ragazzi che oggi intraprendono un percorso di studi all’estero. L’altissimo livello culturale e professionale non si riscontra in molti altri paesi e questa capacità prepara il terreno per il futuro”.

“È sempre stata la cultura la leva dei grandi cambiamenti e dello sviluppo. Per questo, nonostante tutto, credo che nei prossimi anni l’Iran potrà essere un altro Paese. Guardando al coraggio che questi ragazzi hanno dimostrato oggi, auguro loro di poter tornare e di contribuire a costruire una nazione fondata sulla libertà, sullo sviluppo e sulla piena valorizzazione delle capacità di ciascuno”.

G. Ch.

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