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ATTUALITÀ | 12 gennaio 2026, 06:50

Polizia, Filippo Barba a capo della Divisione Anticrimine: “A Biella modello di sicurezza partecipata” VIDEO

L'intervista al commissario capo della Questura di Biella: “Tecnologia e rapporto di fiducia con il cittadino sono importanti per la prevenzione e il contrasto alla criminalità”.

In foto il commissario capo Filippo Barba, dirigente da oltre un anno della Divisione Anticrimine della Questura di Biella

In foto il commissario capo Filippo Barba, dirigente da oltre un anno della Divisione Anticrimine della Questura di Biella

“La prevenzione dei fenomeni criminogeni non può prescindere da una rete di relazioni istituzionali e sociali, fondata su fiducia reciproca, scambio tempestivo delle informazioni in proprio possesso e  condivisione delle responsabilità”. A ribadirlo, con forza, il commissario capo Filippo Barba, dirigente da oltre un anno della Divisione Anticrimine della Questura di Biella.

Di cosa si occupa precisamente il suo ufficio?

“È un ufficio cardine della Questura. Potremmo paragonarla ad una sorta di cabina di regia che coordina e monitora, in maniera sinergica, tutte le attività finalizzate alla prevenzione e al contrasto delle condotte criminali sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica. Assicura, quindi, un supporto operativo e decisionale essenziale per l'azione del Questore. Di questa divisione ne fanno parte diversi uffici con compiti e competenze ben delineate e precise che permettono di delineare un quadro sempre più aggiornato delle principali dinamiche delinquenziali presenti nel comune di Biella e nella sua provincia. A ciò si aggiunge l'adozione di specifiche misure di prevenzione, tempestive ed efficaci, volte a tutelare le potenziali vittime”.

Come sta cambiando il profilo del “criminale” nel Biellese?

“Nella città di Biella e in provincia il profilo del criminale è ancora riconducibile, nella maggior parte dei casi, a schemi tradizionali. Ma si assiste, anche, ad un mutamento delle dinamiche delinquenziali, legate per lo più all'utilizzo di nuove tecnologie, che sta rendendo il fenomeno sempre più subdolo e difficile da intercettare con i soli strumenti tradizionali. Per questo iniziative lodevoli, come la collaborazione con Banca Sella, sono fondamentali per contrastare in maniera più efficace, ad esempio, le truffe ai danni dei correntisti. Questo progetto, ad esempio, fornisce gli strumenti e le competenze per individuare tempestivamente operazioni sospette e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione con la formazione dei dipendenti di filiale da parte del personale della Polizia di Stato. Inoltre, accanto alla criminalità locale, si è rilevata nel territorio la presenza di soggetti provenienti da fuori provincia, giunti qui per compiere reati di natura predatoria o truffe, forse percependo una situazione di tranquillità. La Questura di Biella è in prima linea nel debellare tali fenomeni e monitorarli costantemente sotto l'aspetto della repressione e della prevenzione. Come deterrente mi viene in mente la notifica del foglio di via: una misura che, in tempi rapidi, intima il soggetto a lasciare il territorio di Biella e provincia e a non farvi ritorno per un periodo che va dai 6 mesi ai 4 anni. Pena l'applicazione di sanzioni di natura penale. La tempestività e l'efficacia delle norme sono al servizio della sicurezza pubblica”.

Quanto è importante la collaborazione tra forze dell’ordine, enti locali e cittadini?

“Direi fondamentale: pensiamo solo alla campagna di sensibilizzazione, promossa dalla Questura di Biella, contro le truffe agli anziani, realizzata in collaborazione con Federfarma, Diocesi e ANACI, che ha permesso di affiggere volantini e materiale informativo nei luoghi più frequentati dalla popolazione come le chiese, le farmacie e gli ingressi dei condominii. Un'iniziativa che ha permesso di stimolare e rafforzare il rapporto tra i cittadini e le forze dell'ordine: la collaborazione tra più soggetti della società si sta evolvendo verso un modello sempre più integrato di sicurezza partecipata”.

Anche la tecnologia viene in vostro aiuto: quali sono oggi gli strumenti più efficaci per intercettare precocemente situazioni potenzialmente criminogene?

“Se usata correttamente la tecnologia è una valida alleata. Non posso non citare l'app YouPol, realizzata dalla Polizia di Stato: uno strumento semplice, sicuro e gratuito che può essere utile per contrastare reati come il bullismo, lo spaccio di droga o la violenza di genere. Permette di inviare segnalazioni, in forma anonima, con la possibilità di allegare video, audio, immagini e testo. Non solo: l'utente può interagire in tempo reale con l'operatore di Polizia. Simili app sono valide per contribuire alla partecipazione attiva del cittadino nella sicurezza del proprio paese”.

g. c.

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