È come avere tre querce che crescono e assorbono anidride carbonica in un ambiente chiuso: dietro la luce verde del “liquid tree”, letteralmente l’albero liquido, che funziona dentro la sede del Fondo Edo Tempia a Biella c’è una tecnologia all’apparenza semplice, basata su acqua e microalghe, che consente di depurare l’aria.
Quello nell’edificio di via Malta, collocato nel piano degli ambulatori di screening citologico e della palestrina per le attività fisiche, «è il primo al mondo in una struttura sanitaria» come ha detto Marcello Guelpa, biellese e co-fondatore della Green Ark di Verrone, l’azienda che li produce e distribuisce. Al Fondo Edo Tempia è in funzione da marzo, frutto di un dono del gruppo Sella, e in questi mesi ha migliorato la qualità dell’aria del 30 per cento: «Non solo» ha detto il segretario generale dell’associazione Alfredo Pino, «ma è migliorata anche del 4% circa la situazione per quanto riguarda il radon». Ovvero il gas radioattivo presente in piccole quantità in natura che, secondo i dettami della comunità medico-scientifica, va tenuto sotto controllo per abbassare i rischi di ammalarsi di tumore.
Alfredo Pino, con la vicepresidente del Fondo Edo Tempia Anna Rivetti, ha fatto gli onori di casa in un incontro che ha visto Marcello Guelpa illustrare le caratteristiche tecniche degli “alberi liquidi” a Federico Sella, amministratore delegato e direttore generale di Banca Patrimoni, in rappresentanza del gruppo bancario che ha donato l’apparecchiatura, ma anche al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, tornato nella natia Biella dopo la maratona a Roma per l’approvazione della legge finanziaria e ascoltatore curioso, dato anche il suo ruolo nel Governo, degli effetti benefici di un “liquid tree”. «Questa non deve essere solo una buona pratica» ha detto il ministro «ma una strada da provare a perseguire». Guelpa ha raccontato anche dei prossimi progetti, ad esempio un “liquid park” che sarà presto inaugurato a Torino che, con gli stessi principi, può assorbire la stessa anidride carbonica di un piccolo bosco. «Con la differenza» ha aggiunto l’imprenditore «che ogni albero ha bisogno di 50 litri d’acqua al giorno per sopravvivere, mentre un “liquid park” viene caricato con 3300 litri all’avvio e poi non serve altro.
Le microalghe che ci vivono dentro e che si nutrono dell’anidride carbonica dell’atmosfera si riproducono da sole». Ad ascoltare il modo in cui funzionano le nuove apparecchiature c’era anche Elisabetta Perrone, brigadiere capo dei carabinieri forestali ma anche campionessa di atletica leggera, con la sua medaglia d’argento nella 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. «Ringraziamo il gruppo Sella per aver consentito questa sperimentazione che, dati alla mano, si sta rivelando un successo» sono state le parole di Alfredo Pino per conto del Fondo Edo Tempia. «E ringrazio il ministro Gilberto Pichetto per la sua presenza autorevole».






















