Sono 3.480 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di agosto 2025, pari al 19% delle entrate complessive previste a livello regionale.
Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 75% delle entrate previste, di contratti a termine; la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (11% di Biella e Novara, 12% di Verbania e Vercelli); una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 41% e il 53% delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica, o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 57% per Novara e Verbania, al 58% per Biella e Vercelli).
Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell'Alto Piemonte. Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
PROVINCIA DI BIELLA
Le entrate programmate ad agosto 2025 sono 510 (-180 rispetto al 2024); nel 25% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 75% saranno a termine. Si concentreranno per il 69% nel settore dei servizi e per il 58% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.Il 14% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (12%).
In 46 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati. L’10% delle entrate sarà destinato a personale laureato, mentre una quota del 38% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni. Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (130 entrate previste), seguito dai servizi alle persone (80 unità), dal commercio (70), dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (50) e infine dalle costruzioni (40).
























