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ATTUALITÀ | 21 maggio 2022, 06:50

Biella, il vento soffia in altre direzioni, finalmente ci sono segnali incoraggianti per un reale cambiamento

Non vogliamo più sentir parlare di territorio “morto”

Biella, il vento cambia, finalmente ci sono segnali incoraggianti per un reale cambiamento

Biella, il vento cambia, finalmente ci sono segnali incoraggianti per un reale cambiamento

Questa volta siamo alla fase concreta e non solo ai segnali di fumo. Non è un assalto alla diligenza, ma in questo momento è importante comprendere cosa sta succedendo per essere attori protagonisti del futuro e non semplici spettatori.

Dopo decenni si parla finalmente di un turismo concreto sostenuto da un’ATL riorganizzata e da Tour Operator che sempre più frequentemente inseriscono nelle loro proposte i luoghi del biellese.

Finalmente è stato organizzato da Fondazione Biellezza un corso sull’accoglienza turistica, dopo che, in più di un’occasione, qualche turista non è stato trattato molto bene.

Il nostro territorio, è sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, tra le migliori d’Italia, che ha promosso la riqualificazione territoriale con grandi sforzi e capacità, protagonista, con Città Studi e il Comune di Biella, di una nuova strategia volta alla formazione universitaria che nel futuro diventerà materia di marketing territoriale.

Si inizia a parlare di strategie mirate, sinergia tra le parti in maniera concreta e non solo proclamata. Intendiamoci, non è arrivata la cavalleria, ma è indispensabile cogliere l’attimo e la voglia di fare e, soprattutto, i progetti vanno sostenuti.

Tra i numerosi segnali va annoverato l’importante ritorno nel territorio di un famoso brand, che ha scelto un suo stabilimento dismesso, a Gaglianico, per una riconversione legata alla sostenibilità, per poi citare un progetto di ampie dimensioni commerciali, comprensivo di cinema multi sala ed altri marchi, che troverà sede tra Biella e Gaglianico (burocrazia permettendo!).

Dopo 20 anni di sonnolenza, riprende il progetto immobiliare di via Carso, con la riqualificazione di un’area che reclama dignità da tempo memorabile e che andrà a migliorare l'assetto urbanistico di una città che deve guardare irrimediabilmente ad una pianificazione a medio e lungo termine.

Guardare al futuro è imperativo, perché quello che vorremmo sentir raccontare dagli organi preposti è una chiara visione, prerogativa dei paesi evoluti, di quello che sarà Biella tra 5 anni, 10, 15 anni, così da poter prospettare ai cittadini e ai turisti l’immagine di una città che pensa al domani e dove l’ottima qualità della vita assume un valore aggiunto.

Continuando la nostra carrellata merita nominare altre innovazioni: marchi di fama mondiale hanno deciso di aprire nella zona del cossatese con investimenti mirati; alcuni fondi di investimento sono interessati alla riqualificazione dei  borghi storici e al turismo. La corsa alla delocalizzazione delle aziende in varie parti del mondo e l’abbandono al sistema produttivo locale  ci ha portato alla totale dipendenza, permettendo ai vari stati produttori di tenerci legati a doppia mandata; negli ultimi due anni l’atteggiamento delle aziende è mutato, e, tenendo conto della storica capacità imprenditoriale biellese, si è orientato nella possibilità di inserire nuove sedi produttive nel biellese.

Non vogliamo più sentir parlare di territorio “morto"; le iniziative evidenziate e i progetti ancora "in cantiere", sono frutto di studi fatti da economisti e professionisti che non lasciano nulla al  caso.

Sicuramente sulle infrastrutture la partita è sempre aperta, e, senza dubbio, i trasporti e la rete digitale dovranno acquisire un’accelerazione importante.

Perché tutte queste asserzioni? Poco importa se il Biellese piace o non piace per un motivo o per un altro. Quello che conta è che si stanno facendo tante cose è l’importante è che queste azioni siano supportate da una politica attenta, con azioni concrete, dalle istituzioni e dai soggetti associativi, diventando attori protagonisti e non semplici spettatori, e chiedendo a gran voce una burocrazia più snella e meno tossica.

Mauro Benedetti

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