Stanno bene i due biellesi, Chiara Vercelli e Walid Benaim, che vivono a Bruxelles. Hanno subito informato, attraverso Facebook, gli amici, dopo che da questa mattina il Belgio è sotto attacco. La prima sta seguendo i corsi del progetto Erasmus e al momento delle esplosioni si trovava nella sua abitazione.
“Sto guardando i notiziari – commenta Chiara, contattata attraverso internet – per capire cosa sta accadendo. La città è in silenzio. Si sentono solo gli elicotteri e la polizia passare. Gli agenti consigliano alla popolazione di restare in casa”.
La prima deflagrazione, doppia, alle 8 del mattino, all’aeroporto Zaventem. Un kamikaze è entrato urlando frasi in arabo per poi farsi esplodere e causare la morte di almeno 13 persone. Pochi minuti dopo, ad essere presa di mira è stata la stazione della metropolitana di Maelbeek, dove altri quindici corpi sono rimasti a terra senza vita. Il governo belga ha immediatamente chiuso le frontiere. Nessuno può entrare o uscire dal Paese. Intanto il bilancio dei morti è destinato a salire.






















